Dpcm 13 ottobre 2020, i nuovi obblighi di dichiarazione per chi entra in Italia

Il Governo ha inserito nel Dpcm 13 ottobre 2020 firmato dal premier Giuseppe Conte e in vigore per 30 giorni anche specifici obblighi di dichiarazione nel caso di ingresso nel territorio nazionale dall'estero

Contro l’avanzata del Covid in Italia, il Governo ha inserito nel Dpcm 13 ottobre 2020 firmato dal premier Giuseppe Conte e in vigore per 30 giorni anche specifici obblighi di dichiarazione nel caso di ingresso nel territorio nazionale dall’estero.

Dpcm 13 ottobre 2020, obblighi di dichiarazione per chi entra in Italia

Fermi restando i divieti e le limitazioni di ingresso in Italia stabiliti qui, chiunque faccia ingresso per qualsiasi durata nel territorio nazionale da Stati o territori esteri di cui agli elenchi B, C, D, E ed F dell’allegato 20 del Dpcm 13 ottobre 2020 è tenuto a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato a effettuare controlli una dichiarazione recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche, di:

  • Paesi e territori esteri nei quali la persona ha soggiornato o transitato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia;
  • motivi dello spostamento conformemente all’articolo 4, nel caso di ingresso da Stati e territori di cui agli elenchi E ed F dell’allegato 20.

Nel caso di soggiorno o transito nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori di cui agli elenchi D, E e F dell’allegato 20:

  • indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
  • mezzo di trasporto privato che verrà utilizzato per raggiungere il luogo o, esclusivamente in caso di ingresso in Italia mediante trasporto aereo di linea, ulteriore mezzo aereo di linea di cui si prevede l’utilizzo per raggiungere la località di destinazione finale e il codice identificativo del titolo di viaggio;
  • recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario;
  • eventuale sussistenza di una o più circostanze di cui all’articolo 6, commi 7 e 8.

A chi non si applicano le regole

L’art. 6 del Dpcm prevede queste eccezioni, a condizione che non insorgano sintomi di Covid e fermi restando tutti gli altri obblighi previsti:

  • equipaggio dei mezzi di trasporto;
  • personale viaggiante;
  • movimenti da e per gli Stati e territori di cui all’elenco A dell’allegato 20;
  • ingressi per motivi di lavoro regolati da speciali protocolli di sicurezza, approvati dalla competente autorità sanitaria;
  • ingressi per ragioni non differibili, inclusa la partecipazione a manifestazioni sportive e fieristiche di livello internazionale, previa autorizzazione del Ministero della salute e con obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.

A condizione che non insorgano sintomi Covid e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi di cui all’elenco F dell’allegato 20 nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, le regole non si applicano:

  • a chiunque faccia ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • a chiunque transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;
  • ai cittadini e ai residenti di uno Stato membro dell’Unione europea e degli altri Stati e territori indicati agli elenchi A, B, C e D dell’allegato 20 che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro, salvo che nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia abbiano soggiornato o transitato in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C;
  • al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie;
  • ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  • al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;
  • ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, e dei vigili del fuoco nell’esercizio delle loro funzioni;
    agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.

Tamponi e comunicazioni

Nei casi espressamente previsti dal Dpcmo e negli altri casi in cui ciò sia prescritto dall’autorità sanitaria nell’ambito dei protocolli di sicurezza, è fatto obbligo di presentare al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli un’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo.

Le persone che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, in Stati o territori di cui agli elenchi C, D, E ed F dell’allegato 20, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio.

In caso di insorgenza di sintomi Covid, resta fermo l’obbligo per chiunque di segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità sanitaria, ad isolamento.

Gli elenchi utili per chi viaggia

Tutti gli elenchi contenuti nell’allegato 20 del Dpcm 13 ottobre 2020:

ELENCO A: Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano.

ELENCO B: Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, incluse isole Faer Oer e Groenlandia, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, incluse Azzorre e Madeira, Slovacchia, Slovenia, Svezia, Ungheria, Islanda, Liechtenstein, Norvegia, incluse isole Svalbard e Jan Mayen, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

ELENCO C: Belgio, Francia, inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo, Paesi Bassi, esclusi territori situati al di fuori del continente europeo, Repubblica Ceca, Spagna, inclusi territori nel continente africano, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord, inclusi isole del Canale, Gibilterra, isola di Man e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori al di fuori del continente europeo.

Elenco D: Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Romania, Ruanda, Repubblica di Corea, Thailandia, Tunisia, Uruguay.

ELENCO E: tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco

ELENCO F: a decorrere dal 9 luglio 2020: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana; a decorrere dal 16 luglio 2020: Kosovo, Montenegro; a decorrere dal 13 agosto 2020: Colombia.

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