Le discoteche restano chiuse: perché il Tar ha detto no

Il Tar del Lazio ha detto no al ricorso del Silb-Fipe sulla chiusura delle discoteche imposta dalla nuova ordinanza del ministro della Salute Speranza

Il Tar del Lazio ha detto no al ricorso del Silb-Fipe sulla chiusura delle discoteche imposta dal Governo per frenare i contagi Covid, in crescita. Nelle scorse ore l’Associazione italiana imprese di intrattenimento da ballo e di spettacolo, che racchiude gran parte degli operatori del settore, aveva presentato un ricorso per la riapertura immediata delle loro attività.

Silb-Fipe ha duramente contestato la nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che impone la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, fino al 7 settembre.

Quanto stanno perdendo le discoteche

L’associazione ha sottolineato che i gestori delle discoteche non si sentono responsabili dell’aumento dei contagi Covid, sottolineando come gli assembramenti ci siano anche in spiaggia o al bar, attività che, invece, restano aperte. “La discoteca è come sempre un grandioso capro espiatorio di piaghe sociali come alcol, droga e violenza, ora anche di un virus” scrivono.

Si tratta di un settore che impiega 100mila lavoratori, che secondo le stime, a causa del nuovo stop del Governo, subirà una perdita di ben 4 miliardi di euro fatturato, con almeno il 70% dei locali che da febbraio non ha mai riaperto.

La Silb ora teme che i giovani che prima riempivano le piste andranno ora ad alimentare feste abusive in villa con zero controlli e nessun invito a rispettare distanze o a indossare la mascherina.

Perché il Tar ha detto no

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta, perché “recessiva rispetto all’interesse pubblico e alla tutela della salute nel contesto della grave epidemia in atto”. Si tratta di una decisione cautelare monocratica, in attesa della decisione collegiale già fissata per la prima udienza utile del 9 settembre.

Il premier Giuseppe Conte ha voluto spiegare comunque che il Governo, come indicato nel Dpcm 7 agosto, non ha mai autorizzato l’apertura delle discoteche. “Abbiamo sempre ritenuto impensabile che in una discoteca si possano mantenere distanze e indossare le mascherine. È chiaro che sono luoghi privilegiati di diffusione del contagio” ha spiegato in una intervista a Il Fatto Quotidiano.

Il Tar Lazio fa cenno alla “comune volontà della Conferenza dei presidenti delle regioni e del Ministero dello sviluppo economico di aprire con immediatezza un tavolo di confronto con le Associazioni di categoria, al fine di individuare gli interventi economici di sostegno nazionali al settore”.

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