Diesel, quanto costa e perché è tornato il più conveniente

In un periodo folle per i prezzi dei carburanti, tra aumenti spropositati e stoccaggi ridotti, il gasolio è riuscito a contenere il rincaro

Nella giungla dei folli aumenti d’autunno – tra bollette gonfie come non mai e costo delle materie prime alle stelle – anche i carburanti non sono riusciti ad evitare il rincaro dei prezzi al dettaglio.

Una crescita che riguarda milioni di consumatori in tutta Italia e che vede protagonisti tutti i combustibili, nessuno escluso, dalla benzina al gas, dal metano al diesel.

Ma proprio il gasolio sembra essere riuscito a limitare il rincaro del costo per gli automobilisti, nonostante l’aumento esponenziale del prezzo delle materie prime e la riduzione degli stoccaggi.

A dirlo sono i dati sviscerati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) in base a un’elaborazione di Quotidiano Energia sui dati emessi dall’osservatorio ministeriale specializzato in materia (qui anche l’analisi dell’impatto della pandemia sui rincari).

Tutti i numeri del rincaro dei carburanti

I numeri parlano chiaro e sono inequivocabili. Il prezzo medio nazionale della benzina, in modalità self-service, è salito nell’ultimo periodo a 1,691 euro/litro, con il prezzo imposto dai diversi marchi che oscilla tra un minimo di 1,682 euro per ogni litro e un massimo di 1,705 euro/litro (qui il paragone con i precedenti rialzi, mai così importanti dal 2018).

Anche per il metano gli incrementi di fine estate sono consistenti: in alcuni impianti del centro-nord il prodotto ha superato addirittura il costo di 2 euro al chilogrammo. Un fenomeno ormai endemico, a cui i consumatori si stanno oramai abituando, se si pensa che in un anno i prezzi del metano per il mercato delle auto sono praticamente raddoppiati.

A rimanere ad un prezzo tutto sommato abbordabile è ancora il Gpl, che ha comunque subito un inevitabile rialzo da 0,724 a 0,745 euro per ogni litro venduto.

Da caro a conveniente, l’evoluzione del gasolio

E così il tanto denigrato diesel, additato nel corso degli anni di essere poco conveniente e molto inquinante, torna ad essere il carburante di riferimento per una parte importante di automobilisti.

Infatti, osservando i dati di settembre, si vede come il prezzo medio praticato del diesel, sempre in modalità self, sia di 1,544 euro al litro (con le compagnie posizionate tra 1,534 e 1,558 euro/litro). Una spesa decisamente inferiore a qualsiasi altra tra quelle citate, soprattutto se si considera il rapporto tra il costo e le prestazioni del combustibile.

Una magra consolazione per gli italiani, che ora guardano con preoccupazione ai mesi invernali, da sempre caratterizzati da una crescita massiccia dei consumi per gli spostamenti.

Il timore è che la durata del caro prezzi possa trascinarsi per tutto l’autunno, costringendo gli operatori del settore a nuovi balzelli che andrebbero a ricadere sul portafoglio delle famiglie italiane.

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