Decreto Natale, le regioni dove valgono regole diverse

Decreto Natale, le regioni che hanno anticipato il Governo con ordinanze in vigore prima del lockdown nazionale

Prima che il Governo corresse ai ripari, prima quindi dell’approvazione del decreto Natale, molte regioni hanno deciso di anticipare il Parlamento con ordinanze volte a contrastare la diffusione del virus sul proprio territorio. Così misure anti Covid specifiche sono state approvate in Veneto, Campania, Val d’Aosta e Trentino, mentre regole ad hoc per i rientri sono state confermate in Sicilia e Calabria.

Ordinanza Zaia in Veneto

Giovedì 17 dicembre è stata approvata un’ordinanza in Veneto, confermata da Zaia fino a decadimento anche dopo l’entrata in vigore del decreto Natale, che dal 19 dicembre 2020 fino al 23 dicembre, dopo le ore 14 non consente lo spostamento in un comune veneto diverso da quello di residenza o dimora, salvo che per comprovate esigenze lavorative, per studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità, oppure per svolgere attività non sospese o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune.

Dopo le 14, invece, è sempre ammesso il rientro presso l’abitazione, mentre lo spostamento verso e da comuni di altre regioni rimane regolato dalla disciplina statale. A tal proposito, inoltre, è sempre possibile lo spostamento fuori comune per usufruire di servizi alla persona (lavanderia, acconciatura, estetista, ecc.) e gli spostamenti anche tra comuni per raggiungere i figli minorenni o per partecipare a matrimoni e funerali, da svolgere nel rispetto delle linee guida.

I servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) devono esporre all’ingresso un cartello indicante il numero massimo di persone ammesse nel locale ed evitare l’ingresso di ulteriori clienti qualora questo fosse raggiunto. L’attività di somministrazione di alimenti e bevande si svolge, dalle ore 11 alle 15, prioritariamente occupando i posti a sedere, ove presenti, sia all’interno che all’esterno dei locali e, riempiti i posti a sedere o in caso di assenza di posti a sedere, rispettando rigorosamente il distanziamento interpersonale.

La consumazione di alimenti e bevande per asporto è vietata nelle vicinanze dell’esercizio di vendita o in luoghi affollati, salvo che per gli alimenti da consumare nell’immediatezza dell’asporto ma la vendita di alimenti e bevande con consegna a domicilio è sempre consentita e fortemente raccomandata

I ristoranti collocati in comuni diversi da quello di residenza o dimora possono essere raggiunti entro le ore 14, quindi il rientro presso la residenza o dimora può avvenire anche oltre tale orario, a seguito della consumazione del pranzo.

Ordinanza De Luca in Campania

Regole diverse rispetto alle disposizioni nazionali per le zone arancioni, dal 20 al 23 dicembre (in attesa del decreto Natale), anche in Campania. Il governatore De Luca con apposita ordinanza regionale, conferma tutte le misure vigenti per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del DPCM 3 dicembre 2020 – e regionali, fatto salvo quanto previsto dal DPCM 3 dicembre 2020, per i bar e agli altri esercizi di ristorazione. Per queste attività, infatti, è stato imposto dalle ore 11,00 del mattino è il divieto di vendita con asporto di bevande, alcoliche e non alcoliche, con esclusione dell’acqua.

Per tutto l’arco della giornata è fatto divieto di consumo di cibi e bevande, anche non alcoliche, con esclusione dell’acqua, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali, mentre è fatta raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cd. “movida“, dove è possibile che si creino assembramenti.

Ordinanza Lavevaz in Val d’Aosta

In controtendenza rispetto alle disposizioni nazionali, anche l’ordinanza Lavevaz in Val d’Aosta. Con un’apposita delibera il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare la legge regionale che, dall’11 al 9 dicembre, predisponeva in deroga ai decreti nazionali l’apertura di bar, ristoranti e negozi nonché la liberta di movimento.

Come è stato spiegato, le regole valide in Val d’Aosta, per il governo, “eccedono dalle competenze statutarie e si pongono in contrasto con la disciplina dettata dallo Stato in materia di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica”.

Sabato 19 dicembre, però, presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha firmato una nuova ordinanza ai sensi della legge regionale 11/2020 sulle riaperture, la stessa impugnata dal governo. Il provvedimento, che ha validità dal 20 al 23 dicembre, riconosce formalmente il passaggio alla zona gialla ma, di fatto, elimina i vincoli relativi agli spostamenti tra i comuni (pur mantenendo il coprifuoco).

Ordinanza Fugatti in Trentino

Trentino “giallo” ma con regole nuove a partire dalla mezzanotte di venerdì 18 dicembre. Come disposto dall’ordinanza Fugatti, nella regione (in attesa del lockdown di Natale annunciato dal Governo) è stato imposto il divieto di uscire di casa dalle ore 20 alle ore 5 del giorno successivo, tutti i giorni, salvo che per comprovate esigenze legate a lavoro, salute e urgenze varie.

“Essere in zona gialla, con le regole che questo comporta – ha dichiarato il presidente – non si è rivelato sufficiente a contrastare il contagio come è avvenuto nei territori classificati rossi. Per questo, anche in vista delle Festività, ritengo che sia importante adottare una nostra ordinanza che introduce alcune norme ulteriori rispetto a quanto previsto per i territori gialli”.

Per questo motivo, dopo l’incontro con i sindaci, è stato disposto il divieto di incontro e assembramento oltre il numero massimo di 6 persone, nei luoghi pubblici, salvo che non si tratti di conviventi. Bar e ristoranti continueranno a chiudere alle ore 18, mentre la ristorazione con asporto è consentita fino alle ore 22.

Gli esercizi commerciali invece resteranno aperti fino alle 19.30, mentre per i centri commerciali valgono le regole della vigente normativa nazionale, ovvero continueranno a restare chiusi nelle giornate festive e prefestive, ad eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole.

Ordinanza Musumeci in Sicilia

Regole precise per i rientri in regione, in vista dell’annunciato – e temuto – esodo di Natale, sono state approvate dalla Regione Sicilia. In particolare, il presidente Nello Musumeci (dopo un confronto con il comitato tecnico scientifico, i medici di base e il presidente dell’Anci Sicilia), ha disposto la registrazione sulla piattaforma siciliacoronavirus.it per chiunque arrivi in Sicilia, dal 14 dicembre al 7 gennaio. Gli arrivi, oltre ad essere registrati, saranno concessi solo alle persone in possesso di dell’esito negativo del tampone molecolare rino-faringeo effettuato nelle precedenti 48 ore.

Da questo iter sono esclusi i pendolari e coloro che si sono allontanati dalla regione, nei giorni immediatamente antecedenti ma sempre sul territorio nazionale, per un periodo inferiore a quattro giorni.

Qualora la persona che fa rientro non abbia potuto sottoporsi al tampone molecolare può recarsi presso un drive-in appositamente dedicato per sottoporsi al test rapido antigenico, oppure procedere con l’isolamento fiduciario obbligatorio per 10 giorni.

Ordinanza Spirlì in Calabria

Come in Sicilia, sabato 19 dicembre il presidente della regione Calabria ha firmato un’apposita ordinanza contenente disposizioni relative ai rientri delle persone fisiche su tutto il territorio.

La regione raccomanda fortemente alle persone arrivate nel territorio regionale (con mezzo pubblico o privato) fino al 23 dicembre 2020, di sottoporsi al tampone rapido antigenico gratuito, nelle giornate del 20, 21, 22 e 23 dicembre 2020, presso i drive-in o postazioni fisse appositamente predisposte in ciascun territorio provinciale.

La raccomandazione, come è stato precisato, non si applica: ai soggetti in transito sul territorio regionale; a coloro che sono in possesso dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all’arrivo in Calabria, a tampone molecolare o antigenico risultato negativo; e a coloro che abbiano viaggiato su voli diretti “COVID-tested”.

Infine, la regione ha confermato che sussiste l’obbligo di registrazione-censimento al sito rcovid19.it, per tutte le persone fisiche in arrivo nel territorio regionale, ad esclusione dei soggetti pendolari giornalieri e dei soggetti che facciano ingresso in Calabria in ragione di spostamenti funzionali (“comprovate esigenze lavorative”), allo svolgimento delle attività inerenti gli Organi Costituzionali o di funzioni pubbliche anche di natura elettiva, comprese quelle inerenti gli incarichi istituzionali.

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