Covid, quando scatta la zona rossa o arancione: nuove regole e criteri

Nuovi colori regioni: cambiano le regole per il passaggio da zona bianca o gialla a zona arancione o rossa

Con l’aumento dei contagi e dei casi di variante Delta in Italia, molte Regioni rischiano di passare ad una fascia di rischio maggiore. Chi è in zona bianca, qualora la situazione dovesse peggiorare, potrebbe passare in zona gialla o – addirittura – a quella arancione o rossa. Con l’ultimo decreto Covid di luglio, tuttavia, il Consiglio dei ministri, in accordo con il ministero della Salute, ha deliberato nuove regole per la zona rossa, arancione e gialla.

Nello specifico, si continuerà a tenere conto del numero dei contagi, ma maggiore peso avranno il numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. Vediamo in concreto cosa cambia.

Da zona gialla a zona arancione: i nuovi parametri

A determinare il passaggio dalla zona gialla a quella arancione, sostanzialmente, sarà il numero dei nuovi contagi (rispetto alla popolazione) rapportato alle percentuali di posti letto in ospedale e in terapia intensiva occupati nella Regione.

In particolare, è necessario che si verifichi un’incidenza settimanale dei contagi pari o superiore a 150 ogni 100.000 abitanti e aver contestualmente superato i limiti di occupazione dei posti letto di area medica e terapia intensiva prevista per la zona gialla affinché ad una Regione venga attribuito una fascia di rischio maggiore.

In questo caso, il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 dovrà essere superiore al 30% oppure si dovrà verificare una situazione in cui il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 risulterà essere maggiore del 20%.

Regioni in zona rossa: chi rischia

Il decreto Covid di luglio ha individuato nuovi parametri anche per il passaggio delle Regioni in zona rossa.

A tal proposito, è stato stabilito, che una Regione passa in zona rossa in presenza di un’incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti e se si verificano contemporaneamente le seguenti condizioni:

  • tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da COVID-19 superiore al 40%;
  • tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da COVID-19 superiore al 30%.

Non è escluso, quindi, che in caso di aumento dei contagi – in concomitanza con una situazione critica negli ospedali – un territorio possa tornare alla fascia di rischio maggiore, con il conseguente inasprimento delle restrizioni in vigore.

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