Covid, online i verbali del Cts: le cose che non tornano

La preoccupazione per la scuola, il dietrofront sugli aeroporti e sulle mascherine, quindi la raccomandazione per evitare che i numeri dei contagi arrivassero alla stampa

Il governo ha desecretato 95 verbali del Comitato tecnico scientifico, tutti messi online sul sito della Protezione civile. Si tratta di documenti che fanno capo alle riunioni avvenute tra il 7 febbraio e il 20 luglio: da allora se ne sono aggiunti, al momento, altri nove. Ogni nuovo verbale, comunque, si potrà consultare 45 giorni dopo la rispettiva seduta.

Dai 95 documenti è emerso che in occasione della prima seduta del 7 febbraio il Cts aveva individuato la scuola come vettore di contagio, approvando le prime restrizioni (ossia lo stop ai voli dalla Cina e le limitazioni alle gite scolastiche. Nella riunione del 28 febbraio, poco prima del lockdown, il Comitato aveva rilevato un incremento rapido dei contagi e in diversi incontri si poneva il problema della diffusione del piano anti-Covid: “Massima cautela nella diffusione per evitare che i numeri arrivino alla stampa“.

Verbali Cts, dai posti letto ai casi in Lombardia: i nodi di febbraio e marzo

I temi trattati nel corso delle 95 riunioni sono ovviamente tanti. Si va dalla verifica dei posti letto disponibili ai controlli elusi sui voli dalla Cina, passando per gli asintomatici e le zone rosse, per i controlli in aeroporto e per la vendita dei respiratori, fino ad arrivare ai casi in Lombardia. Ecco le tappe principali:

  • 12 febbraio: emerge la necessità di verificare con precisione i dati relativi ai posti letto disponibili per Malattie infettive, terapia intensiva, attrezzature e staff;
  • 14 febbraio: un passeggero proveniente dalla Cina viene bloccato da Alitalia. Il blocco viene contestato dall’accademico Walter Ricciardi, una settimana dopo il benestare del Cts in merito allo stop ai voli dalla Cina;
  • 21 febbraio: viene scoperto il paziente 1 a Codogno, mentre a Vo’ Euganeo si registra il primo morto. Il Cts chiede che si adottino ulteriori misure di contenimento, compresa la chiusura delle scuole nelle aree interessate;
  • 24 febbraio: il Cts rileva che in assenza di sintomi il tampone non è giustificato, dato che non dà “informazioni indicative ai fini clinici”;
  • 28 febbraio: il Cts si oppone alla chiusura di ulteriori zone rosse in Lombardia e alla richiesta dell’aeroporto di Roma di controllare la temperatura a Fiumicino con i termoscanner;
  • 3 marzo: gli esperti chiedono alle aziende produttrici di respiratori di venderli solo in Italia. Nel frattempo l’Ordine dei medici chirurghi spiega al Cts che non c’è filtro agli ambulatori per i pazienti, chi ha il Covid è a fianco di chi non ce l’ha: è necessario passare dal medico di famiglia. Infine, il Comitato propone di adottare per Alzano Lombardo e Nembro, 20 contagi a testa, le stesse misure restrittive adottate per gli altri comuni delle zone rosse: il governo si rifiuta, la questione al centro dell’inchiesta della Procura di Bergamo;
  • 4 marzo: il Cts è perplesso in merito alla proposta del ministro della Salute, Roberto Speranza, di chiudere le scuole;
  • 9 marzo: il Cts ci ripensa è approva i termoscanner in aeroporto;
  • 13 marzo: per gli esperti le mascherine non sono ancora necessarie sui posti di lavoro. Sono raccomandate solo per operatori sanitari e per chi ha sintomi;
  • 16 marzo: scarseggiano le mascherine Ffp2 e Ffp3 per gli operatori sanitari: il Cts esprime perplessità sul riuso delle mascherine per possibili conseguenze sugli operatori sanitari.

Verbali Cts, verso la fine del lockdown: la svolta tra aprile e maggio

Febbraio e marzo sono due mesi intensi, dato che si passa dalla scoperta della presenza del coronavirus, radicata in Italia, alla decisione da parte del governo di procedere con il lockdown. I contagi e i morti iniziano a salire, ma ad aprile si inizia a discutere di una graduale riapertura, suggerita soprattutto dalla necessità di dare ossigeno all’economia del Paese:

  • 4 aprile: la fase 2 proposta dal Cts prevede riapertura graduali differenziate per tipologie di attività, gruppi di popolazione e su base regionale. Per il rientro graduale al lavoro si propone “su base volontaria tra i 20 e i 49 anni”, smart working per gli over 50;
  • 7 aprile: Conte convoca gli esperti e chiede loro di pensare a un percorso per allentare le misure, ma il Cts si oppone;
  • 11 aprile: il Cts si dedica a risolvere il problema delle Rsa, dove si sviluppano focolai di infezione;
  • 15 aprile: nel dubbio che anche gli animali possano essere infetti e trasmettere il virus, il Cts consiglia di evitare il contatto ravvicinato con cani e gatti, comportandosi verso di loro con le stesse precauzioni adottate per gli altri familiari. Contemporaneamente, gli esperti chiedono al governo di permettere a tutti gli studenti di avvalersi della scuola a distanza e di riaprire in maniera controllata anche i parchi. Conte darà il via libera per le aree verdi solo a maggio;
  • 8 maggio: si pensa all’estate, il Cts chiede che la distanza minima tra le fila di ombrelloni sia di 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila 4,5. Sdraio e lettini almeno a 2 metri dall’ombrellone contiguo;
  • 15 maggio: il Cts dà l’ok all’avvio dell’indagine sierologica che dovrebbe ricostruire la circolazione del virus in Italia, ma poco più di 60 mila persone daranno la disponibilità a fare l’esame per scoprire se hanno gli anticorpi del virus;
  • 19 maggio: il Cts attacca Alberto Zangrillo, secondo qui il Comitato avrebbe commesso un errore nella valutazione relativa all’incremento dei posti letto di Rianimazione e dei ventilatori polmonari negli ospedali italiani e malconsigliato il presidente del Consiglio e il ministro alla Salute;
  • 21 maggio: Roberto Speranza chiede al Comitato di dare un parere sull’ipotesi di rendere i vaccini obbligatori per tutti. Il Cts invita piuttosto a valutare l’estensione di quello contro l’influenza, suggerito e gratuito tradizionalmente sopra i 65 anni, anche sopra i 50 anni. Alla fine l’ipotesi non passa, il ministero decide di indicarlo sopra i 60. Riguardo all’obbligo, viene ipotizzato per i lungodegenti, gli ospiti di residenze per anziani e disabili. La linea non passerà.

Verbali Cts, a giugno e luglio torna il nodo della scuola

La preoccupazione più grande del Cts, all’inizio dell’emergenza sanitaria, era tutta per la scuola. Preoccupazione che torna in estate, quindi pochi mesi prima della ripartenza (fissata per il 14 settembre):

  • 8 giugno: in audizione con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, il Cts dice non avere mai previsto l’utilizzo di pannelli divisori, esprimendo perplessità, bocciando anche le visiere per gli studenti;
  • luglio: all’inizio del mese arriva il via libera al test sierologico per gli insegnanti. Si ragiona anche sugli studenti. In Lombardia, a settembre, meno della metà tra docenti e bidelli si è registrata per il sierologico: sui 57 mila già sottoposti al test, 2.700 sono positivi.

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