Nuova variante Covid scoperta in Italia: è quella svizzera. Cosa sappiamo

Proprio in questi giorni in Italia è stato scoperto il primo caso di variante svizzera. In Piemonte, nello specifico. Ecco cosa si sa su questa mutazione

Inglese, brasiliana, sudafricana, indiana… Sono decine le varianti Covid in circolazione nel mondo, ma queste sono quelle che al momento destano maggiore preoccupazione per via della loro esponenziale capacità di contagio. Anche i sintomi oggi sono decisamente cambiati (qui trovate quelli più comuni adesso).

In Italia ormai la mutazione inglese è predominante al 90% circa. La terza indagine sulle varianti al 18 marzo 2021, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le Provincie autonome, la collocava all’86,7%, con valori oscillanti tra le singole Regioni tra il 63,3% e il 100%.

Ma a spaventare adesso è anche la variante indiana: solo qualche caso in provincia di Firenze e poche decine in Europa sono stati registrati al momento, ma la situazione altamente esplosiva in India ha spinto il ministro Speranza a chiudere gli ingressi in Italia a chi sia stato nel subcontinente nei 14 giorni precedenti.

Variante svizzera Covid in Italia, cosa sappiamo

Non solo. Proprio in questi giorni in Italia è stato scoperto il primo caso di variante svizzera. In Piemonte, nello specifico. Il laboratorio dell’Istituto di Ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) di Candiolo, con la collaborazione del gruppo bioinformatico dell’IIGM, ha individuato il primo caso di variante svizzera del Covid-19 in un uomo di 57 anni, residente nel territorio dell’Asl TO4, che unisce i territori della provincia di Torino di Ciriè, Chivasso e Ivrea.

L’uomo aveva già contratto il Coronavirus nello scorso novembre ed è stato testato in quanto contatto di caso positivo. Sta bene e non presenta sintomi di rilievo.

La variante svizzera è anche conosciuta come mutazione B.1.1.39, rilevata 1.132 volte in Svizzera, “un numero, questo, significativamente più alto che in qualsiasi altra parte del mondo” ha spiegato il direttore dell’Istituto di Candiolo Andrea Sottile. Il 69% dei casi mondiali della variante si verifica infatti proprio nel Paese elvetico. Il secondo Paese in cui è più presente è la Germania, dove è stata rinvenuta 225 volte.

Variante svizzera: contagiosità, letalità e vaccini

La variante svizzera, da non confondersi con la variante indiana rilevata in Svizzera in questi giorni, come chiarisce la Regione Piemonte, presenta però caratteristiche di alta infettività, come la mutazione indiana e quella inglese. La buona notizia però, dicono gli esperti, è che risulterebbe efficacemente contrastabile con gli attuali vaccini, proprio come l’inglese.

Non sarebbe nemmeno più pericolosa di questa, stando ai dati in possesso. Secondo i dati raccolti da alcuni esperti svizzeri, sarebbe in circolazione ormai da inizio aprile 2020 e con numeri piccoli in diversi Paesi del mondo, non essendo riuscita a sostituirsi alle varianti già presenti, come fatto ad esempio da quella inglese.

Nel caso delle varianti brasiliana e sudafricana trovate in Piemonte, come in altre Regioni, grazie alla capacità di tracciamento e di isolamento del contagio messo in atto sul nascere dal sistema sanitario regionale, l’infezione non sembra aver trovato diffusione.

“Prendiamo atto che il monitoraggio sta garantendo un attento e tempestivo controllo della situazione epidemiologica” ha commentato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi. “E rimane fondamentale la campagna vaccinale per limitare il più possibile lo svilupparsi della malattia”.

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