Covid, vaccino Johnson&Johnson: presto sperimentazione su minorenni

Il colosso farmaceutico ha comunicato alle autorità sanitarie l'inizio in tempi brevi della sperimentazione sugli adolescenti tra i 12 e 18 anni

Testare prima possibile il vaccino sperimentale contro il Covid-19 sui giovanissimi, adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni: è l’obiettivo dichiarato dalla colosso farmaceutico statunitense Johnson & Johnson, comunicato alle autorità sanitarie americane, tramite le parole di Jerry Sadoff, ricercatore della multinazionale, al comitato consultivo dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie.

“Abbiamo in programma di affrontare il tema ragazzi il prima possibile, pur con molta attenzione in termini di sicurezza”, ha dichiarato Sadoff. Ma le sperimentazioni non riguarderanno solo adolescenti di età compresa tra 12 e 18 anni, l’azienda prevede in seguito di testare il vaccino anche sui ragazzini più piccoli, ha aggiunto lo scienziato.

Covid, vaccino Usa: il precedente della sperimentazione su minorenni

Un fine sostenuto d’altronde anche dalla stessa Food and Drug Administration, l’Ente americando responsabile dell’autorizzazione dei fermaci. Per la Fda è infatti importante che le case farmaceutiche testino i loro vaccini sui bambini.

Un altro colosso del Big Pharma, la Pfizer, è stato il primo a iniziare i test nei dodicenni per il vaccino contro il Covid-19 che sta sviluppando con la tedesca BioNTech.

“Pensiamo davvero che un vaccino per adolescenti e bambini sia fondamentale per tenere il Covid-19 sotto controllo” aveva rivelato in un’intervista alla CNN il ricercatore a capo dello studio Robert Frenck.

“È importante tenere a mente che anche se il tasso di mortalità per i bambini con il coronavirus è inferiore a quello di adulti e anziani, non è zero” ha aggiunto il direttore del centro di ricerca sul vaccino del Cincinnati Children’s Hospital.

Covid, sperimentazione su minorenni: il vaccino Johnson & Johnson

Al di là della sperimentazione sui più piccoli, la corsa al vaccino della Johnson & Johnson non è stata priva di ostacoli. A metà ottobre, la casa farmaceutica si è vista costretta a interrompere i test che stava conducendo su un campione di 60mila pazienti, dopo che un partecipante allo studio clinico ha contratto una malattia inspiegabile.

Il candidato vaccino della J&J si trova nell’ultima fase della sperimentazione, la 3, che coinvolge decine di migliaia di volontari arruolati tra una platea di persone, sia che siano affette da altre patologie, che individui sani, dai 18 anni in su, con una significativa parte di ultrasessantenni.

A differenza degli altri candidati vaccini quello della Johnson&Johnson ha la particolarità di mettere in conto nella procedura di raccolta dei dati, una sola somministrazione, contro le due iniezioni a distanza di tre o quattro settimane richieste dagli altri vaccini per attivare risposta immunitaria efficace.

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