Coronavirus, test rapidi a scuola: come funzionano

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha dato l'autorizzazione all'utilizzo dei test rapidi anche a scuola dopo l'ok del Cts

Dopo il via libera del Comitato tecnico scientifico, il ministero della Salute emette la circolare attesa sull’utilizzo dei test rapidi per la diagnosi del Covid-19 anche a scuola.

Coronavirus, test rapidi a scuola: la circolare

Nelle cinque pagine dell’ordinanza il ministero spiega come il tampone naso-faringeo molecolare, che dà la risposta nel giro di 24-48 ore, resta lo strumento più affidabile e l’unico in grado di ridurre al minimo i falsi-negativi, ma che i test rapidi si sono dimostrati efficaci nello scoprire i positivi quando la carica virale è alta e il prelievo dei campioni è recente e inoltre si fanno preferire per la loro rapidità in quanto forniscono un risultato in media in 20 minuti.

Questo tipo di tampone antigenico già abbondantemente in uso negli aeroporti si è rilevato particolarmente utili di fronte ai controlli sui consistenti flussi di passeggeri degli scali,  nonostante il non perfetto grado di affidabilità, individuando fino a ieri 1.557 viaggiatori positivi su un totale di 139.782 analizzati.

Coronavirus, test rapidi a scuola: i motivi

Un vantaggio quello della celerità della risposta, soprattutto in ambito scolastico dove la priorità è limitare il più possibile l’interruzione delle attività didattica in classe o peggio la chiusura degli istituti.

La decisione del ministero della Salute è resa necessaria in previsione di un aggravarsi della diffusione dei contagi tra studenti e personale scolastico e della necessità di doverli distinguere dalla semplice influenza, dato che “è del tutto lecito assumere che la frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sia particolarmente elevata, e che sia necessario ricorrere spesso alla pratica del tampone”.

Con l’introduzione dei test rapidi nelle scuole, oltre a individuare i casi positivi e individuare tutti i contatti, verrà facilitata, come è scritto nella circolare “la decisione di applicare o meno misure quarantenarie in tempi brevi e con un risparmio notevole di risorse, evitando un eccessivo sovraccarico dei laboratori di riferimento”.

Il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Domenico Arcuri, ha inoltre disposto, allo scopo di rifornire tutte le scuole di questi strumenti, un bando di gara pubblico per 5 milioni di test rapidi destinati alla “rilevazione qualitativa di antigeni specifici di Sars-Cov-2 presenti su tampone nasofaringeo o campione salivare”.

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Coronavirus, test rapidi a scuola: come funzionano