Terza dose, via libera negli Usa: le previsioni per l’Italia

La Fda americana ha autorizzato l'ulteriore richiamo contro il Covid-19 per gli immunodepressi seguendo le decisioni di altri Paesi

Anche gli Stati Uniti aprono ufficialmente alla possibilità di utilizzare la terza dose dei vaccini contro il Sars-CoV-2. Il virologo a capo della task force contro il Covid-19 negli Stati Uniti, Anthony Fauci, aveva già anticipato la necessità di un ulteriore richiamo contro il coronavirus per tutta la popolazione. Oggi la Food and Drug Administration, l’Ente americano del farmaco, ha autorizzato la terza iniezione di Pfizer e Moderna per gli immunodepressi.

Terza dose, via libera negli Usa: l’annuncio

Il Paese è entrato in un’altra ondata della pandemia del Covid, e la Fda è particolarmente cosciente del fatto che le persone immunodepresse sono particolarmente a rischio”, ha dichiarato il commissario della Fda Janet Woodcock annunciando la decisione.

“L’azione di oggi – ha aggiunto – permetterà ai dottori di rafforzare l’immunità in persone che hanno bisogno di una protezione extra. Come abbiamo detto in precedenza, gli altri che sono vaccinati a pieno sono protetti in modo adeguato e non hanno bisogno di una dose aggiuntiva di vaccino in questo momento”.

In occasione dell’annuncio Rochelle Walensky, la direttrice dei Cdc, i centri per il controllo delle malattia negli Stati Uniti, ha spiegato che i soggetti che avranno bisogno del richiamo costituiscono meno del 3% della popolazione.

Terza dose, via libera negli Usa: le indicazioni di Abrignani per l’Italia

La decisione degli Usa segue una direzione già intrapresa o in programma per il proseguimento della campagna vaccinale in altri Paesi: Israele è già partito da due settimane con la somministrazione extra agli over 60 e ha annunciato di continuare con gli over 50, mentre la Francia comincerà da settembre con i più anziani e vulnerabili

Sulla terza dose in Italia il dibattito è ancora aperto, ma sulla sua necessità si sono espressi diversi esperti come l’immunologo dell’Università di Milano, Sergio Abrignani.

Il membro del Cts prevede che il vaccino aggiuntivo possa rappresentare un “boost”, cioè un potenziamento della risposta immunitaria soprattutto per chi ha più di 60 anni, fascia d’età dove, in Occidente, si registrano il 98% dei decessi causati dal Covid-19.

Prima ancora, da proteggere ci saranno circa mezzo milione di persone nel nostro Paese colpite da sindromi di immunodeficienza o che affrontano la chemioterapia. Ma la terza dose sarebbe comunque utile a chi ha concluso il ciclo vaccinale e presenta un’ottima risposta, per prolungare la memoria immunologica.

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