Terapie intensive, le Regioni in cui è stata superata la soglia critica

A livello nazionale è già stata scavalcata, e adesso l'allarme è diffuso in quasi tutto il Paese: quali sono i territori che stanno peggio

Il numero dei nuovi positivi affetti da Covid-19 è salito di 34.282 nelle ultime 24 ore, i morti sono stati 753. L’incremento della curva sembra in costante riduzione, ma i numeri restano alti. A spaventare sempre di più è l’aumento dei ricoverati in terapia intensiva: ben 17 Regioni avrebbero già superato la soglia critica. Se ne sono aggiunte 7 rispetto a una settimana fa.

Terapie intensive, quali sono le Regioni in crisi secondo Agenas

La soglia critica a livello nazionale è stata già superata e ci si avvicina sempre di più a quota 4 mila pazienti ricoverati in terapia intensiva, ossia il dato massimo raggiunto nella prima ondata. A marzo-aprile erano concentrati quasi tutti nel nord del Paese, ma adesso sono 17 le Regioni in difficoltà. Inoltre gli anestesisti hanno precisato che molte delle terapie intensive annunciate sono solo sulla carta.

Secondo il monitoraggio dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas), aggiornato con i dati del 17 novembre, il 42% dei posti in rianimazione è occupato da pazienti Covid. Di fatto, il 12% oltre la soglia critica del 30%. Sono 17 le Regioni e province autonome, su 21, a soffrire particolarmente la situazione:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Emilia-Romagna;
  • Lazio;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Marche;
  • P.A. Bolzano;
  • P.A. Trento;
  • Piemonte;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Valle d’Aosta.

Secondo Massimo Galli, direttore dell’Istituto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano, nei prossimi giorni ci saranno ancora tante vittime perché le infezioni avvenute nei giorni scorsi stanno ancora producendo effetti. Per il primario, le terapie intensive al momento si starebbero svuotando più per i decessi che per le guarigioni.

Gli effetti delle misure più restrittive, sulle terapie intensive, dovrebbero iniziare a vedersi verso fine novembre. Quando, tra le altre cose, le prime Regioni rosse – tra cui la Lombardia e il Piemonte – potrebbero diventare arancioni.

La situazione nei reparti di medicina occupati da pazienti Covid

Non stanno meglio i reparti di medicina, anche questi occupati da pazienti Covid. Al momento infatti sono il 51% a livello nazionale rispetto a una soglia critica del 40% superata, in questo caso, da 15 regioni (a fronte delle 12 di una settimana fa):

  • Abruzzo;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Emilia-Romagna;
  • Lazio;
  • Liguria;
  • Lombardia;
  • Marche;
  • P.A. Bolzano;
  • P.A. Trento;
  • Piemonte;
  • Puglia;
  • Toscana;
  • Umbria;
  • Valle d’Aosta.

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