Covid, un bonus per portare gli amici a vaccinarsi: l’iniziativa

La Svizzera ha stabilito un incentivo per i cittadini che convincono parenti, amici o conoscenti a ricevere il vaccino anti-Covid

Se porti un amico a fare il vaccino contro il Covid-19 ottieni in cambio un premio da 50 franchi. È l’ultima delle trovate in Svizzera per cercare di persuadere coloro che sono ancora riluttanti nei confronti del preparato anti-coronavirus: incentivare con una ricompensa pari a 46 euro i cittadini affinché convincano parenti, amici o conoscenti a sottoporsi all’iniezione.

Covid, un bonus per portare persone a vaccinarsi: in Svizzera il premio da 50 franchi

Il governo elvetico starebbe inoltre pensando a una settimana nazionale della vaccinazione: degli “open day”, come i tanti organizzati in Italia, della durata di sette giorni durante i quali saranno previste altre 170 unità mobili di vaccinazione, punti di consultazione e colloqui via telefono, social o di persona.

Con le campagne vaccinali in avanzamento inoltrato in molte parti del mondo, i margini per convincere i cittadini che non si sono ancora vaccinati si sono ridotti ormai agli sgoccioli, scontrandosi inevitabilmente con quella fascia di popolazione che rappresenta lo zoccolo duro degli irriducibili No Vax.

Ma dai gelati alle gift card fino ad arrivare a sconti nei ristoranti e denaro in contante, sono state diverse le pensate, già all’inizio della pandemia, dei Paesi di tutto il globo per convincere i cittadini a vaccinarsi (qui alcuni esempi).

Covid, un bonus per portare persone a vaccinarsi: il piano della Svizzera

L’applicazione del bonus insieme alla realizzazione settimana nazionale, secondo le stime del Consiglio federale, verrebbero a costare alle casse dell’esecutivo svizzero una cifra intorno ai 150 milioni di franchi.

Si tratterebbe di uno stanziamento di risorse più sostenibile, oltre che un ulteriore incentivo per limitare la diffusione del Covid-19, a confronto degli alti costi della pressione ospedaliera, con una cifra di 50mila franchi per ogni ricovero da coronavirus. 

Ma anche una soluzione molto più conveniente rispetto ai 50 milioni di franchi spesi ogni settimana dallo Stato in tamponi.

Le ultime strategie escogitate in Svizzera seguono, infatti, la decisione di togliere, a partire dall’11 ottobre, i tamponi gratuiti per i maggiori di 16 anni e per chi ancora non si è fatto almeno la prima dose.

Tutti tentativi di cercare di sollevare un tasso di vaccinazione del 57% della popolazione che ha completato il ciclo di immunizzazione dal Sars-CoV-2. Percentuale sensibilmente più bassa rispetto ai Paesi europei confinanti, come ha ammesso il membro del Consiglio federale, Alain Berset.

Secondo le informazioni raccolte dal portale “Our world in data” in merito alla pandemia da coronavirus, il dato svizzero è di poco sopra la media del 52% tra le nazioni del continente, ma inferiore rispetto al quasi 63% di vaccinati tra gli Stati membri dell’Unione europea.

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