Covid, spray di “nanocorpi” per bloccare il virus: di cosa si tratta

I ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine avrebbero creato uno spray portatile in grado di bloccare l'infezione nei polmoni

Diversi scienziati, almeno da un anno, lavorano a cure alternative al vaccino per riuscire a sconfiggere il coronavirus. Nel settembre 2020, per esempio, l’Università della California ha iniziato a sperimentare uno spray nasale addirittura per prevenire il contagio, non solo per curare dalla malattia. Nel settembre 2021, però, è un’altra università a lanciare i primi risultati di una sperimentazione interessante. Ecco quale.

Covid, spray di “nanocorpi” per bloccare il virus: l’inalatore

La University of Pittsburgh School of Medicine ha deciso di provare a creare un inalatore per spruzzare in gola un aerosol dei cosiddetti ‘nanocorpi‘, ossia piccoli frammenti di anticorpo che hanno essenzialmente due vantaggi rispetto ai monoclonali: sono meno cari da produrre e possono essere trasportati più facilmente (quindi rappresenterebbero una soluzione soprattutto per i Paesi più poveri).

Secondo la ricerca, pubblicata sulla rivista Science Advances e ripresa da Repubblica, l’aerosol di particelle, una volta arrivato nei polmoni, dovrebbe riuscire a inibire l’azione della proteina Spike del coronavirus, bloccando dunque l’infezione. I nanocorpi sarebbero somministrati proprio grazie a speciali inalatori portatili.

Covid, spray di “nanocorpi” per bloccare il virus: i risultati della ricerca

La ricerca è stata condotta, al momento, solo sui criceti. Il docente di biologia dell’Università di Pittsburgh, Yi Shi, ai microfoni di Repubblica ha spiegato che con la pandemia il suo gruppo di ricerca ha impiegato tutte risorse per la produzione dei nanocorpi.

Shi ha riferito che, insieme ai suoi colleghi, è riuscito a trovarne diversi, risultati molto efficaci: “La cosa interessante è che ogni tipo di nanocorpo si lega a una regione differente della proteina Spike: ciò significa che un cocktail di nanocorpi diversi può attaccarsi in diversi punti di una proteina Spike contemporaneamente, così da prevenire una possibile ‘fuga’ che la proteina potrebbe mettere in atto mutando”.

Al momento la sperimentazione ha fatto emergere che i nanocorpi possono essere usati per prevenire l’infezione e che questa terapia può essere efficace nella prima fase dell’infezione (entro 8-9 giorni dai primi sintomi), perché riesce a bloccare la replicazione e la proliferazione del virus.

Yi Shi ha inoltre aggiunto che i nanocorpi sono sicuri. I primi farmaci sono stati approvati nel 2018 per il trattamento di alcune malattie rare del sangue e ad oggi ci sono circa 40 studi clinici che hanno coinvolto migliaia di volontari: dimostrerebbero che i nanocorpi sono sicuri quanto gli anticorpi umani.

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