Covid, la situazione in Italia: quali regioni vanno verso il giallo e quando

A rischio due regioni secondo i dati di martedì che saranno esaminati venerdì dalla cabina di regia

Quali regioni potrebbero raggiungere la Sicilia in zona gialla? Nonostante la decisione, come da prassi, sarà adottata il prossimo venerdì dalla cabina di regia, i dati a cui fare riferimento sono già a disposizione. Gli esperti infatti consulteranno i numeri di ieri martedì 31 agosto, che, come avviene ormai da diversi mesi, sono suddivisi in nuovi contagi, decessi, ricoveri in terapia intensiva e in reparto ordinario.

A ognuno di questi parametri è possibile associare un peso specifico differente, rispetto alle valutazioni necessarie a decretare un eventuale scavalcamento verso misure anti-contagio più stringenti.

Quali sono i nuovi parametri per il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla

Da alcuni mesi i criteri per il passaggio alla zona di rischio superiore sono stati riformulati, alla luce degli effetti benefici dei vaccini, quindi con un maggior peso delle terapie intensive e un minor peso dei contagi. In particolare, per il passaggio dalla zona bianca alla zona gialla, l’incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100mila abitanti, il tasso di occupazione dei posti letto in area medica deve essere superiore al 15% e quello di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid maggiore del 10%. Tutte e tre queste condizioni devono verificarsi contemporaneamente. Ecco cosa cambia in zona gialla.

Quali regioni rischiano la zona gialla durante la prossima settimana

Quali regioni rischiano la zona gialla durante la prossima settimana? La risposta è: nessuna. Ci sono però due regioni che, stando ai trend ascendenti dei numeri del virus, potrebbero veder scattare il giallo tra due settimane. Si tratta della Sardegna e della Calabria.

In particolare, in Sardegna i contagi settimanali sono 132 ogni 100mila abitanti e le terapie intensive sono piene al 13,8%. L’isola è vicinissima alla zona gialla stando ai dati di martedì – ieri – ma si mantiene pur sempre un passo indietro rispetto al confine grazie ai ricoveri nei reparti ordinari, che sono il 14%, quindi un solo punto percentuale in meno rispetto alla soglia limite.

La situazione della Calabria è leggermente migliore, con 102 casi settimanali ogni 100mila abitanti e il 17% di occupazione dei reparti ordinari, mentre le terapie intensive sotto sotto la soglia limite: in tutto si tratta di 15 ricoveri, pari a un tasso di occupazione dell’8,9%. Il grosso problema della Calabria è la scarsità di posti letto in rianimazione.

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