Cos’è la sindrome multisistemica post-Covid che colpisce i bambini: i sintomi

All'ospedale pediatrico Santobono di Napoli si sono registrati 16 casi in pochi giorni: cos'è la sindrome multisistemica, quali sono le differenze con la Kawasaki e perché è legata al Covid

Lo scorso maggio l’Istituto superiore di sanità, sul proprio sito, ha pubblicato una nota relativa a malattie collegate al coronavirus e riguardanti i bambini. Mentre non è dimostrato che chi ha avuto la sindrome di Kawasaki sia esposto a un rischio maggiore di contrarre il Covid rispetto agli altri, alcune pubblicazioni scientifiche hanno indagato e descritto una sindrome infiammatoria multisistemica in età pediatrica e adolescenziale, associata a persone positive al Covid o comunque con anticorpi anti SARS-CoV-2.

Questa sindrome, MisC, è diversa dalla malattia di Kawasaki nonostante ne condivida alcune caratteristiche cliniche. Recentemente, a Napoli si sono registrati 16 casi.

Cos’è la sindrome infiammatoria multisistemica

L’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), a maggio, ha pubblicato uno studio in cui sono stati riportati 230 casi sospetti nell’Unione europea e nel Regno Unito, con due decessi. I soggetti colpiti hanno un’età media di 7-8 anni, fino 16 anni, e hanno presentato interessamento multisistemico grave, a volte con necessità di ricovero in terapia intensiva. Il reale numero di questi soggetti è ancora in fase di valutazione.

Sembra che lo sviluppo della sindrome segua di 2-4 settimane il picco di infezione da coronavirus. La sindrome causa una forte risposta infiammatoria, con febbre elevata, shock e prevalente interessamento miocardico e/o gastrointestinale. Le cure comprendono immunoglobuline, steroidi, farmaci anticitochinici.

Il documento evidenzia che, al momento, pur in assenza di una definizione di caso condivisa a livello europeo, è plausibile una correlazione fra infezione da coronavirus e l’insorgenza della sindrome, nonostante siano limitate le prove del nesso di causalità.

Sindrome infiammatoria multisistemica, 16 casi a Napoli: i sintomi

All’ospedale pediatrico Santobono di Napoli, negli ultimi giorni, la Mis-C è stata diagnosticata a 16 bambini tra i 4 e gli 11 anni. Di uno di questi casi ha scritto, su Facebook, uno dei medici che l’ha curata. Si tratta di una bimba di 5 anni, Luisa, positiva al coronavirus a dicembre, da asintomatica. Tre settimane dopo essersi negativizzata ha presentato febbre alta, dolori muscolari e addominali, mal di testa, congiuntivite.

Escludendo dalla diagnosi il Covid, si pensa a una peritonite. Il medico però non è convinto e indaga, diagnosticando la sindrome infiammatoria multisistemica e curandola con una terapia definita ‘off label‘, ossia utilizzata al di fuori dell’autorizzazione (in questo caso un trattamento per le malattie infiammatorie sistemiche di tipo reumatico), visto che quelle convenzionali non funzionavano.

Alla comparsa di questi sintomi, a prescindere da una pregressa esperienza col Covid, il consiglio dei medici è di rivolgersi immediatamente all’ospedale. Il coronavirus, infatti, mette a dura prova il sistema immunitario: l’infiammazione che si scatena può andare avanti sotto traccia per settimane, raggiungendo tutti gli organi.

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