Serate-test nelle discoteche? Perché non si torna a ballare

I gestori delle sale da ballo attendono il protocollo da governo e Cts per potere riaprire in sicurezza

Se l’Italia prova a liberarsi dalle catene del Covid-19, con le riaperture via via di quasi tutte le attività e l’orizzonte di una zona bianca nazionale previsto a metà giugno, rimane un settore, tra i primi a chiudere, lasciato ancora senza risposte. È quello delle discoteche, in attesa di linee guida da seguire secondo le indicazioni del Cts, col rischio di dare forma ad un paradosso: aprire ma col divieto di ballare.

Covid, il paradosso delle discoteche in zona bianca

Con tutta la Penisola diretta verso la fascia di rischio con le regole minime di prevenzione e una curva epidemica in progressivo calo, teoricamente anche le sale da ballo potranno riaprire in zona bianca, ma soltanto per fornire servizi di bar e, chi può, ristorazione, e non per riprendere appieno la propria attività.

Ne è consapevole il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, tra i pochi finora al ministero ad evidenziare la contraddizione: “Tra i temi rimasti da affrontare c’è quello delle discoteche: non possiamo permetterci di approcciare il problema come lo scorso anno. Dobbiamo essere coerenti e seri, le discoteche vanno riaperte per poter andare a ballare e socializzare“.

“Se si aprono le discoteche, non bisogna tener conto di restrizioni sul distanziamento – sottolinea Costa – il criterio dovrà essere quello di monitorare e tracciare chi entra. Sull’obbligatorietà delle mascherine bisogna invece ragionarci, ma mi sembra al momento prematuro toglierle. Il Cts sta comunque esaminando un protocollo”.

Covid, discoteche aperte ma senza ballare: l’avvertimento dei gestori

Quello dell’aperture delle discoteche rimane quindi uno dei pochi nodi irrisolti dell’emergenza sanitaria. E i titolari non ci stanno.

“Se entro il prossimo 21 giugno, data dell’eliminazione definitiva del coprifuoco, il Governo non si esprime anche per la riapertura delle discoteche, decideremo di riaprire indistintamente le nostre attività dal primo luglio” ha avvertito Maurizio Pasca, il presidente del Silb, il sindacato dei gestori delle sale da ballo.

“Sono disponibile – aggiunge Pasca – a mettere a disposizione di ministri e tecnici decine di video dove già si balla nei bar o negli stabilimenti balneari, mentre invece il 30% delle nostre attività ha già chiuso definitivamente: le nostre aziende stanno morendo”.

Il timore è di compromettere già in partenza la stagione estiva che, a differenza dell’anno scorso, può rappresentare questa volta un segnale di rilancio di tutto il comparto.

Per non mancare all’appuntamento le sigle di rappresentanza hanno chiesto un incontro con il Cts e hanno proposto per i primi di giugno due serate “pilota” Covid-free al Praja di Gallipoli e del Fabrique di Milano. Due grandi eventi da mille persone per stabilire le regole anti-contagio, sulla scia dei test a Liverpool e Barcellona e tra pochi giorni nella vicina San Marino. Suggerimenti rimasti ancora senza risposta.

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