Covid, ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer: cosa succede

La casa farmaceutica ha dichiarato che diminuirà le consegne delle dosi per 3-4 settimane a causa di modifiche al processo di produzione

Pfizer diminuirà le consegne in Europa del suo vaccino per il Covid-19, a partire dalla prossima settimana. Lo ha annunciato dapprima l’Istituto di sanità pubblico norvegese, parlando di una “riduzione temporanea che avrà effetti su tutti i Paesi europei”. Notizia poi confermata dall’Ue e dalla stessa casa farmaceutica.

Covid, ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer: i motivi

“Pfizer sta lavorando duramente per fornire più dosi di quanto inizialmente previsto con un nuovo obiettivo dichiarato di 2 miliardi di dosi nel 2021”, si è giustificato il colosso del Big Pharma.

L’azienda ha infatti spiegato che le spedizioni verso i Paesi europei delle dosi del vaccino subiranno un rallentamento a fine gennaio-inizio febbraio, il tempo necessario per modificare il processo di produzione e aumentare il ritmo le settimane successive, così da passare dagli attuali 1,3 miliardi di dosi alla capacità massima.

Le modifiche da apportare alla struttura di produzione “richiedono ulteriori approvazioni normative”, hanno fatto sapere da Pfizer e pertanto potrebbero esserci “fluttuazioni nei programmi di ordini e consegne nello stabilimento belga di Puurs“.

Confermando la notizia, il governo tedesco ha quantificato in “3-4 settimane” il periodo di calo delle forniture. Tempistiche avvalorate anche dal Belgio, dove si trova lo stabilimento europeo della multinazionale, in una nota diramata dal governo: “La Commissione europea e, tramite essa, gli Stati membri dell’Ue sono stati informati che Pfizer non sarà in grado di soddisfare pienamente i quantitativi di consegna promessi per le prossime tre o quattro settimane a causa di lavori di ristrutturazione dell’impianto de Puurs”.

Covid, ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer: l’intervento della Commissione europea

Ma in merito ai rallentamenti è intervenuta direttamente proprio Bruxelles interpellando il CEO della casa farmaceutica Albert Bourla, il quale avrebbe garantito la copertura della distribuzione delle dosi stabilite per il primo trimestre nei contratti con l’Ue.

“A seguito delle notizie sui ritardi nella consegna sui vaccini ho chiamato immediatamente l’amministratore delegato di Pfizer, che mi ha spiegato che c’è un pò di ritardo per la prossima settimana, ma mi ha anche assicurato che tutte le dosi ordinate per il primo trimestre saranno consegnate nel primo trimestre“, ha dichiarato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa indetta insieme al presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, il premier portoghese Antonio Costa. “Mi ha assicurato che il ritardo sarà ridotto al massimo” ha ribadito la presidente.

Appena appresa la comunicazione, sei ministri della Salute dell’Unione europea hanno indirizzato una lettera alla Commissione per esprimere “grave preoccupazione” per i ritardi nella consegna del vaccino di Pfizer e BioNTech. I ministri di Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia, Lituania e Svezia definiscono “inaccettabile” la situazione che, ritengono, “diminuisce la credibilità del processo di vaccinazione“.

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Covid, ritardi nelle consegne del vaccino Pfizer: cosa succede