Covid, i nuovi livelli di rischio delle Regioni: solo in 2 preoccupano i numeri

In concomitanza con il piano di riaperture messo a punto dal Governo, finalmente dopo settimane complicate iniziano a intravedersi i primi segnali di allentamento dell'epidemia Covid in Italia

In concomitanza con il piano di riaperture messo a punto dal Governo (qui il calendario completo fino a luglio), finalmente dopo settimane complicate iniziano a intravedersi i primi segnali di allentamento dell’epidemia Covid in Italia.

Per quanto restino ancora elevati i contagi e in sovraccarico alcuni servizi ospedalieri, in generale si conferma la lenta discesa dei nuovi casi e del numero di pazienti ricoverati.

Incidenza e Rt: l’epidemia Covid in Italia

Il quadro complessivo resta ancora a un livello che l’Istituto Superiore di Sanità definisce nel suo ultimo monitoraggio “molto impegnativo”. Tuttavia, i segnali positivi partono dall’incidenza, che resta elevata e ancora lontana da livelli (50 per 100mila abitanti) che permetterebbero il contenimento dei nuovi casi, ma in discesa: si attesta infatti a 157,4 per 100mila abitanti, contro 160,5 della scorsa settimana.

L’analisi riguarda dati relativi al periodo 12-18 aprile 2021 e, per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al virus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella terza decade di marzo.

Anche l’indice Rt, per quanto sia un dato fuorviante perché sempre molto in ritardo, nel periodo 31 marzo-13 aprile 2021 è sceso a 0,81 (range 0,77– 0,89), ancora in diminuzione rispetto alla settimana precedente (qui trovate tutti gli indici Rt Regione per Regione).

Terapie intensive e aree mediche

L’Italia è tornata buona parte in giallo (qui tutte le nuove regole), ma rimane però alto il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica, 12 contro le 14 della settimana precedente.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (35%), anche se il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.526 a 3.151. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende invece finalmente sotto la soglia critica, al 36%, per la prima volta dopo varie settimane: il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 26.952 a 23.255.

Il rischio delle Regioni

Anche il rischio delle Regioni migliora. Solo due Regioni presentano un livello di rischio alto, mentre 14 hanno una classificazione di rischio moderato, di cui però 2 ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e 5 che hanno una classificazione di rischio basso.

Regioni con rischio basso

  • Abruzzo
  • Friuli Venezia Giulia
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Umbria
  • Veneto.

Regioni con rischio moderato

  • Basilicata
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Lazio
  • Liguria
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Trento
  • Puglia
  • Toscana
  • Valle d’Aosta.

Regioni con rischio moderato ad alta probabilità di progressione

  • Molise
  • Sicilia.

Regioni con rischio alto

  • Calabria

Regioni con rischio alto con molteplici allerte di resilienza

  • Sardegna.

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