Covid, rischio varianti “più pericolose”: l’allarme dell’Oms

L'organizzazione mondiale della Sanità ricorda come la pandemia non sia ancora finita e che il coronavirus può ancora evolversi

C’è la variante Delta a ricordare al mondo come la pandemia da Covid-19 sia tutt’altro che finita, facendo correre al riparo i governi che pensavano di averla finalmente vinta sul coronavirus. Ma come se non bastasse arriva l’Oms a chiarire che il nuovo ceppo sempre più diffuso, al posto dell’Alfa, potrebbe non essere l’ultimo e che il Sars-CoV-2 potrebbe evolversi in una forma più pericolosa.

Covid, rischio varianti “più pericolose”: la preoccupazione degli esperti Oms

Gli esperti del Comitato di emergenza, convocato per l’ottava volta a Ginevra dall’Organizzazione mondiale della sanità sotto le International Health Regulations (Ihr), hanno avvertito che la pandemia “non è affatto finita. Continua a evolversi, con 4 varianti di preoccupazione che dominano l’epidemiologia globale” e questo “nonostante gli sforzi nazionali, regionali e globali.”

Secondo gli scienziati ci sarebbe infatti una “forte probabilità che emergano nuove e forse più pericolose varianti che potrebbero essere ancora più difficili da controllare”.

Nella lotta alla pandemia “i governi stanno prendendo decisioni sempre più divergenti rivolte ad affrontare bisogni nazionali ristretti”, e questo “inibisce un approccio armonizzato alla risposta globale“, è il monito dei membri del Comitato.

Nel corso dell’incontro è stato, infatti, affrontato il nocciolo del problema, osservando come “le differenze regionali ed economiche stanno influenzando l’accesso ai vaccini, alle terapie e alla diagnostica. I Paesi con accesso avanzato ai vaccini e sistemi sanitari ben dotati di risorse sono sotto pressione per riaprire completamente le loro società.”

I Paesi con accesso limitato ai vaccini stanno sperimentando nuove ondate di infezioni, affrontando un calo della fiducia pubblica e la crescente resistenza” a misure anti contagio e restrizioni, “crescenti difficoltà economiche e, in alcuni casi, crescenti disordini sociali” è stata l’analisi degli esperti.

Covid, Ricciardi: “Variante Delta buca la doppia dose”

Oltre che da eventuali sviluppi di nuove varianti, il pericolo attuale è rappresentato dalla variante Delta che anche in Italia sta facendo risalire la curva dei contagi, sebbene al momento non stia provocando un aumento delle ospedalizzazioni.

Nonostante la rassicurazione dell’Ema sulla protezione con la doppia dose, il consulente del ministro della Salute, Walter Ricciardi, rappresentante italiano presso l’Oms dal 2017 al 2020, ha espresso dei forti dubbi.

Secondo il professore di Igiene all’Università Cattolica, la variante Delta “buca perfino il doppio ciclo vaccinale“, anche se “conferisce una certa protezione contro la malattia grave e l’ospedalizzazione” ma “nel 30-35% dei casi determina infezione anche nei soggetti che hanno fatto la seconda dose di vaccino, figuriamoci una sola”.

Ma per Riccardi il vaccino rimane l’unica vera arma contro il Covid-19 perché “più esitiamo più lasciamo la possibilità al virus di selezionare varianti che non solo bucano il vaccino per l’infezione ma lo bucano anche per la protezione. In questo momento stiamo guardando con grande cautela alla variante Delta Plus in India e a una variante Lambda, che è stata isolata in Perù e che ci preoccupa molto.”

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