Covid, le regole Oms per prevenire i contagi al chiuso

L'Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea l'importanza dell'aerazione e della ventilazione dei locali per abbassare il rischio di contagio nei luoghi chiusi

Si torna a parlare in Italia, a fronte dell’aumento record di contagi degli ultimi giorni, dell’importanza dell’aerazione nei luoghi chiusi. Il rischio di contrarre il Covid è infatti particolarmente alto in spazi affollati e non adeguatamente ventilati dove le persone positive passano molto tempo. Questi ambienti sono quelli in cui si diffondono con più facilità le particelle virali attraverso la respirazione.

Comprendere e controllare la ventilazione degli edifici può migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, e riduce rischi di salute, tra cui il contagio da Covid nei luoghi chiusi. Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità nella sua roadmap su questo argomento, che contiene le misure necessarie per evitare, o almeno limitare, le infezioni all’interno.

Covid, dove si applicano le regole per la ventilazione dei locali

L’Oms ha condotto ricerche specifiche e valutazioni che riguardano tre tipi di ambienti.

  • Strutture sanitarie e ospedaliere.
  • Edifici non residenziali, come posti di lavoro, scuole e università, hotel e strutture ricettive in generale, luoghi di culto e negozi.
  • Edifici residenziali.

L’ente prende in considerazione due tipi di ventilazione.

  • Meccanica, sia con aria proveniente dall’esterno, sia con la disinfezione e il filtraggio dell’aria di riciclo.
  • Naturale.

Entrambi sono considerati un modo efficace di ridurre la concentrazione di particelle potenzialmente infette all’interno di un ambiente chiuso.

Covid, le regole di ventilazione per prevenire i contagi in ospedale

Per quanto riguarda le strutture sanitarie e gli ospedali, l’Oms raccomanda, attraverso la ventilazione meccanica o naturale, per prima cosa, di assicurare questi ricambi d’aria continui.

  • 160 litri d’aria al secondo per paziente o 12 ricambi d’aria all’ora negli ambienti in cui sono effettuate procedure che possono aumentare la presenza di aerosol nell’aria, come intubazione tracheale, tracheostomia, rianimazione cardiopolmonare, broncoscopia, ecc.).
  • 60 litri d’aria al secondo per paziente o 6 ricambi d’aria all’ora negli altri ambienti.

È necessario poi assicurarsi che la direzione dell’aria passi dall’esterno o da zone non a rischio verso le zone più a rischio, e non viceversa. L’aria esausta deve essere direzionata all’esterno dell’edificio.

L’aria condizionata e i dispositivi di riscaldamento ad aria con ricircolo d’aria devono essere utilizzati solo dopo una precisa valutazione dei rischi e con molta attenzione. Tutti gli impianti di riscaldamento, ventilazione e condizionamento dell’aria devono essere sottoposti a manutenzione costante.

Covid, le regole di ventilazione per prevenire i contagi al chiuso

Per quanto riguarda gli edifici non residenziali, bisogna invece rispettare questa cifra.

  • 10 litri d’aria al secondo per persona.

Per ottenere un ricambio d’aria ottimale, meglio creare corrente con l’aria che circola da una parte all’altra, usando eventualmente ventilatori davanti alle finestre. L’aria interna deve essere cambiata in modo più uniforme possibile.

Attenzione quindi all’uso di ventilatori da parete e ai condizionatori, che possono mescolare l’aria e che dovrebbero essere usati solo se i requisiti minimi di ventilazione sono stati raggiunti.

Se l’edificio o le stanze sono vuoti in determinati periodi, meglio tenere aperte le finestre per almeno 15 minuti tra un utilizzo e l’altro. Anche in questo caso, se possibile, è bene indirizzare l’aria esausta all’esterno e controllare tutti gli impianti di aerazione.

Covid, le regole di ventilazione per prevenire i contagi in casa

Le regole per la ventilazione degli edifici residenziali sono pensati per chi sta affrontando il periodo di isolamento fiduciario a casa, e si riferiscono dunque agli spazi occupati esclusivamente da chi è positivo al Covid. Non si applicano dunque al resto della casa, in cui comunque è sempre bene osservare una corretta aerazione degli ambienti.

  • 10 litri d’aria al secondo per persona.

Anche in questo caso il ricambio d’aria deve avvenire in maniera più uniforme possibile e tutti gli impianti di riscaldamento e aria condizionata dovrebbero essere perfettamente manutenuti al fine di evitare contaminazioni.

Bisogna dunque stare attenti a una corretta aerazione dell’aria anche se si è già stati positivi. Qui chi è più a rischio di prendere di nuovo il Covid. Ci sono inoltre luoghi di lavoro in cui bisogna usare più cautela. Qua i lavoratori più a rischio di contrarre il coronavirus. Inoltre vi abbiamo spiegato qui come riconoscere le mascherine Ffp2, ora obbligatorie, certificate.

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Covid, le regole Oms per prevenire i contagi al chiuso