Il Covid cresce ancora: Lombardia e Piemonte restano in zona gialla, 3 Regioni finiscono in arancione

L'Italia è in una situazione relativamente stabile, ma con una leggera ricrescita dell'incidenza e dell'Rt. Il Paese si colora di nuovo in parte di arancione

L’Italia è in una situazione relativamente stabile, ma con una leggera ricrescita dell’incidenza e dell’Rt. Siamo in una posizione abbastanza favorevole rispetto ad altri Paesi Ue, ma l’epidemia è soggetta a possibili ondate ed è a questo che bisogna prestare massima attenzione.

La situazione Covid in Italia

A preoccupare sono soprattutto le varianti, che circolano praticamente ovunque sul territorio nazionale, seppur con diversa intensità. La variante inglese è diffusa ampiamente ed è destinata a diventare quella dominante, in tutta Europa, ma troviamo anche focolai di variante brasiliana in Centro Italia e casi di sudafricana, in gran parte piccoli cluster di importazione.

Nelle fasce di età più giovani si osserva una leggera ricrescita dei casi, anche se sempre all’interno di un numero contenuto. Al contrario, nella fascia della popolazione over 80, c’è una decrescita dei casi legata alla campagna vaccinale (qui il calendario Regione per Regione).

“Nell’ultima settimana la forbice si sta aprendo ed è un primo segnale importante della campagna vaccinale. Serve grande prudenza, un rafforzamento e l’intensificazione delle misure, anche con provvedimenti restrittivi mirati come stanno già facendo alcune Regioni” avverte il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro in conferenza stampa presentando i dati del monitoraggio settimanale.

In questo momento “non userei la parola allarmismo” precisa però. “Direi che noi dobbiamo essere consapevoli di una fase storica delicata dove abbiamo degli strumenti importanti come le vaccinazioni che stanno crescendo e ci danno primi segnali molto positivi”.

Incidenza e Rt in crescita

Cresce l’incidenza di Covid-19 a livello nazionale: 135,46 casi per 100mila abitanti nella settimana 8-14 febbraio rispetto ai 133,13 della settimana scorsa, ancora lontana dunque da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti, pari a 50 per 100mila casi.

Cresce ancora anche l‘indice di trasmissibilità Rt in Italia, seppur lievemente. A dimostrazione che il virus sta riprendendo forza, in particolare dopo la zona gialla di buona parte del Belpaese in queste ultime settimane. Stando al nuovo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 27 gennaio-9 febbraio l’indice di contagio medio calcolato sui casi sintomatici al Coronavirus è pari a 0,99 (range 0.95– 1.07), in crescita rispetto alla settimana precedente e con un limite superiore che supera l’1.

Le nuove zone arancioni

E alcune Regioni sono messe peggio di altre. Sulla base dei dati trasmessi dalla Cabina di regia, questa settimana si salvano Lazio, Lombardia e Piemonte, che erano particolarmente a rischio e per un soffio restano ancora gialle. La Regione guidata da Alberto Cirio ha deciso che adotterà uno schema a zone, con micro zone rosse in aree particolarmente colpite dal virus, proprio come già fatto in Lombardia in quattro Comuni.

Finiscono invece in zona arancione tre Regioni già duramente colpite dal virus nei mesi scorsi:

  • Campania
  • Molise
  • Emilia Romagna.

Il passaggio da zona gialla ad arancione dovrebbe entrare in vigore a partire da domenica 21 febbraio. Il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe firmare la nuova ordinanza al più tardi sabato mattina.

Bolzano invece si trova in zona rossa per sua volontà. L’Umbria resta arancione, ma ha prorogato fino al 28 febbraio la cosiddetta zona rossa rafforzata per la provincia di Perugia e per il comune di San Venanzo, in quella di Terni. Amelia torna invece arancione.

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