Covid, patente di immunità per spostamenti e tracciamento vaccino: come funziona

Una patente di immunità per consentire gli spostamenti e tracciare la distribuzione (ed efficacia) del vaccino: le ipotesi al vaglio

La battaglia contro il Covid-19 non è ancora finita e, seppur la promessa di un imminente vaccino ci riconosce un certo vantaggio sul virus, la vera sfida rimane la distribuzione su larga scala del trattamento. Le dosi, inizialmente, non basteranno per tutti, pertanto le autorità stanno iniziando già a studiare dei piani di intervento che permettano di monitorare la somministrazione del vaccino proteggendo chi non può riceverlo o dovrà aspettare per farlo. Da qui l’idea di un patentino di immunità per consentire gli spostamenti e mantenere traccia degli individui che sono stati vaccinati.

Patentino di immunità a chi riceve il vaccino: l’idea prende piede

Uno dei primi a parlare di patente di immunità è stato Massimo Galli, uno dei virologi più noti in Italia e direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche dell’Ospedale L. Sacco di Milano. “Dobbiamo iniziare a pensare a cosa accadrà quando i vaccini saranno disponibili”, aveva spiegato Galli.

Ad oggi, però, la sua rimane un’idea: niente è stato deciso al riguardo ma, in un futuro non troppo prossimo, il patentino di immunità potrebbe diventare un requisito necessario per viaggiare e spostarsi.  In questo modo chi ha ricevuto il trattamento sarà libero di muoversi senza arrecare danni alla salute pubblica.

Come funziona la patente di immunità: a cosa serve e a chi verrà rilasciata

Mentre si parla tanto di spostamenti tra regioni e vacanze di Natale, in vista dell’approvazione del nuovo Dpcm di dicembre, si fa sempre più strada l’ipotesi della patente di immunità. Il principio che sta dietro al rilascio di questa “licenza” è semplice: registrare e monitorare la distribuzione del vaccino in Italia e permettere, a chi non rappresenta più un rischio, la mobilità da una regione all’altra senza alcuna restrizione. Solo chi si sottoporrà al vaccino, quindi, riceverà questa sorta di patentino.

Trattandosi al momento solo di un’ipotesi, non sono ancora chiari i tempi e le modalità di rilascio delle stesso. Non sappiamo quindi se verrà consegnato un vero e proprio documento o se la registrazione sarà prettamente telematica. Di certo, oltre ad accelerare un ritorno alla “normalità”, l’obiettivo della patente di immunità rimane principalmente quello del tracciamento: il rilascio dello stesso, infatti, permetterà alle autorità sanitarie di capire quante persone sono state vaccinate e come la diffusione del virus rallenta in rapporto al numero di persone che hanno ricevuto la cura.

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