Covid, ecco il “menù di farmaci” di un giorno in terapia intensiva

Una clinica bavarese ha pubblicato sui propri canali social un post che invita a riflettere sulle gravi conseguenze del virus: “il vaccino protegge da questo”

La ‘Rottal-Inn Kliniken’ è una delle maggiori cliniche ospedaliere della Germania. Le sue tre sedi sono situate nel circondario del ‘Rottal Inn’, nell’estremo sud-est dello stato federale della Baviera. Per l’estrema professionalità del personale e per le tecnologie all’avanguardia di cui è fornito, l’ospedale è considerato uno dei fiori all’occhiello della sanità tedesca, ospitando pazienti provenienti da tutto il Paese.

Come molti altri complessi ospedalieri, negli ultimi ventuno mesi anche la ‘Rottal-Inn Kliniken’ ha dovuto convertire buona parte dei propri reparti in strutture adibite alla cura e al ricovero dei malati di Covid. Sono decine di migliaia le persone che nell’ultimo anno e mezzo sono state trasportate qui per ricevere assistenza sanitaria dopo aver contratto il coronavirus.

La situazione in Germania e le parole di Scholz

Purtroppo molti di essi all’arrivo presentavano sintomi gravi, tali da prevedere un loro ricovero nei reparti di terapia intensiva. Ancora oggi – nel pieno della quarta ondata di contagi che sta mettendo in ginocchio Germania, Austria e molti altri Stati europei – sono parecchie le persone contagiate che necessitano di cure specifiche, intubati e ventilati nella speranza di un miglioramento.

Una condizione drammatica per i pazienti, le famiglie e per tutto il sistema sanitario tedesco, tanto da spingere il segretario della Spd e prossimo cancelliere Olaf Scholz a parlare apertamente di “obbligo vaccinale per tutti”. Anche quello che sarà il suo ministro dell’Economia – il leader dei Verdi Robert Habeck – ha mostrato una linea dura sull’argomento, ventilando un “lockdown per i non vaccinati”.

E così, nell’ennesimo tentativo di convincere i no vax ad immunizzarsi, la clinica del ‘Rottal Inn’ ha deciso di sposare una tattica tanto geniale quanto dura e dolorosa, che sta avendo il merito di smuovere l’opinione pubblica tedesca sull’argomento (da ricordare che in Germania la quota di cittadini che ha ricevuto almeno una dose di vaccino è tra le più basse d’Europa, pari al 68,7%).

Il post che mostra la criticità della situazione

Nelle scorse settimane lo staff della comunicazione dell’ospedale ha pubblicato sui propri canali social (Facebook, Twitter e Instagram) una fotografia che ritraeva uno scaffale pieno di farmaci, divisi tra flaconi, sacche e blister. Ai piedi dell’immagine è stata inserita la seguente frase:

“Queste sono le nostre armi nella lotta contro il Covid-19. Ecco tutti i farmaci e gli alimenti liquidi che vengono somministrati ad un paziente con coronavirus gravemente malato e ventilato nella nostra unità di terapia intensiva – OGNI GIORNO

Un messaggio volutamente freddo e inquietante, con l’aggiunta finale che vale più di molti altri discorsi: “la vaccinazione può proteggere da questo”. Nel giro di poche ore il post ha ricevuto centinaia di like e condivisioni, confermando come la strategia comunicativa della clinica bavarese abbia fatto colpo su una larga parte della popolazione. La speranza ora è che in molti decidano di sottoporsi al vaccino per evitare di ricevere il ‘menù’ di farmaci che nessuno vuole.

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