Covid, quali sono i rischi del “riusare” la mascherina

Quali sono i rischi legati al riutilizzo della mascherina? Un nuovo studio cerca di fare chiarezza sulla questione

Riutilizzare una mascherina in maniera scorretta può essere tanto rischioso quanto non usarla per niente. Essendo tra i principali dispositivi di protezione individuale, considerate idonee per proteggersi dal Coronavirus, è molto importante che le stesse siano in condizioni ottimali quando usate.

Una mascherina di buona qualità può prevenire e ridurre le possibilità di infezione da Covid fino al 70%, oltre che ad evitare la diffusione di altri germi patogeni correlati. Ma quali sono i rischi legati al suo riutilizzo? 

Mascherine riutilizzabili in tessuto, sono davvero la scelta migliore?

Sebbene gli esperti continuino a consigliare l’uso delle mascherine chirurgiche, sono in molti quelli che, dallo scoppio della pandemia ad oggi, hanno deciso di ricorrere a quelle in tessuto riutilizzabili che, dal punto di vista economico e ambientale, rappresentano l’alternativa migliore. Ma fino a quanto una mascherina riutilizzabile è in grado di proteggere da un possibile contagio Covid? È davvero la scelta migliore usare una mascherina più volte? 

Ebbene, secondo un recente studio, l’uso prolungato di una mascherina può essere molto peggio e più rischioso di non usarne affatto.

Lo studio 

A causa dell’emergenza Coronavirus l’uso della mascherina è diventato obbligatorio in molti paesi del mondo, Italia compresa. Le mascherine chirurgiche a tre strati, quelle utilizzate dagli operatori sanitari, continuano ad essere la scelta raccomandata dagli esperti, questo perché sono in grado di spingere fuori quasi tre quarti delle particelle di aria, che possono causare la diffusione dell’infezione e, quindi, efficaci fin dal primo utilizzo. Quando vengono riutilizzate, però, riescono a eliminare solo un quarto delle goccioline aerosol e, a causa anche dell’usura, perdono significativamente la loro utilità. 

I ricercatori dell’Università del Massachusetts Lowell e della California Baptist University hanno così dimostrato che la condizione degli strumenti di protezione individuale gioca un ruolo fondamentale in questi casi, e deve essere presa in considerazione nella valutazione della loro efficienza.

Il dottor Jinxiang Xi, professore associato di ingegneria biomedica presso UMass Lowell, ha affermato che anche se indossare la mascherina rimane l’opzione migliore rispetto a non indossarne affatto, i risultati dello studio hanno mostrato che solo le particelle aerosol più grandi di 5 micrometri possono essere fermate da una mascherina riutilizzata, mentre quelle più piccole di 2,5 micrometri riescono ad attraversare la protezione facilmente. 

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Physics of Fluids, si basano su un modello computerizzato che ha ricreato un ambiente infetto per monitorare l’aggressività del virus su una persona che indossa una maschera giù utilizzata. Il dispositivo in questione, come i ricercatori hanno osservato, altera il modo in cui l’aria entra nel naso o nella bocca, che non penetra solo in punti specifici ma attraverso l’intera superficie della mascherina. Inoltre, il processo di filtraggio è diverso per le mascherine nuove e usate. Mentre le nuove possono tenere fuori oltre il 60 percento delle particelle, in quelle usate la percentuale si abbassa notevolmente. 

Mascherine riutilizzabili: cosa altera la loro efficacia 

Secondo i ricercatori, i principali fattori che inficiano l’efficacia delle mascherine sono il tessuto e la forma. E questo vale sia per le mascherine riutilizzabili che per quelle chirurgiche.

Le mascherine tendono a perdere infatti la loro forma originale già dopo il primo uso e a seguito di un’esposizione ripetuta. Anche il tessuto, realizzato con una sorta di strato assorbente, può diventare poroso e meno efficace nel tempo. Mentre le mascherine nuove e fresche offrono la massima sicurezza ed efficienza, quelle già utilizzate fanno molto meno, esponendo a virus e sostanze irritanti.

Inoltre, un altro importante fattore da considerare quando si sceglie una mascherina, riutilizzabile o chirurgica, è il tipo di materiale utilizzato. Se esposti alle condizioni ambientali e all’uso prolungato, i tessuti tendono usurarsi molto. Più è economico un tessuto quindi è meno efficace risulterà rispetto all’uso che ne si farà.  

Una mascherina per essere valida, infatti, deve: coprire bene naso e bocca, rimanere ben fissata, non avere difetti di fabbricazione (ovvero fori o punti porosi che consentirebbero l’ingresso di germi e virus) e possibilmente essere fornita di filtro. In assenza di filtro, consigliano gli esperti, è sempre meglio indossare una mascherina chirurgica sotto quella di stoffa. 

Mascherine, quando e come vanno riutilizzate

Seppur chiaro a tutti che l’uso di mascherine non dovrebbe mai essere prolungato (vanno infatti cambiate preferibilmente ogni tre ore), non tutti sanno che anche quelle riutilizzabili hanno una data di scadenza. Ma quando è consigliato sostituirle? Per rispondere a questa domanda si deve tenere conto di diversi fattori come: il numero di lavaggi, la cura, gli usi e, soprattutto, il tipo di rischio a cui ci si espone. È ovvio che una mascherina in tessuto può andare bene per una passeggiata all’aria aperta, mentre per una visita in ospedale – per esempio – è meglio ricorrere a quelle di tipo ffp2 o ffp3. Anche quelli che viaggiano spesso, interagiscono regolarmente con le persone o fanno parte della comunità medica hanno bisogno di cambiarla frequentemente. 

Inoltre, tra i fattori da considerare nel valutare se è opportuno o meno sostituire la propria mascherina, va ricordato che è il caso di cambiare mascherina quando: 

  • si è costretti a toccare e sistemare in continuazione il dispositivo per coprire completamente bocca e naso. In questo caso non è più aderente e quindi si corre il rischio di lasciare parti esposte;
  • i lacci o gli elastici sono lenti, è il primo segno di deterioramento del tessuto;
  • il tessuto si è assottigliato o alleggerito dopo alcuni lavaggi.

Assolutamente sconsigliato infine l’uso della mascherina quando questa presenta degli evidenti strappi o buchi che, ovviamente e come già ripetuto più volte, ne compromettono totalmente la sua efficacia

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