Covid destinato a diventare una malattia autoimmune? Svolta nella ricerca

Scienziati sempre più vicini a dimostrare come il Covid di lunga durata (il cd. "long Covid) possa essere considerato a tutti gli effetti una malattia autoimmune

Non sono rari i casi in cui i malati di Covid continuano a manifestare disagi e malesseri tipici dell’infezione anche molto tempo dopo la guarigione. Lo chiamano “long Covid“, ovvero Covid di lunga durata, e finalmente gli scienziati potrebbero aver trovato il modo di spiegare questa condizione: il Coronavirus, è stato anticipato, potrebbe diventare nel lungo termine una malattia autoimmune.

Covid destinato a diventare una malattia autoimmune?

Il National Institutes of Health ha annunciato mercoledì 15 settembre che sono stati stanziati ben 470 milioni di dollari (circa 400 milioni di euro) per l’avvio di uno studio che ha come obbiettivo quello di capire perché, in molti casi, i sintomi tipici del Covid persistono a lungo tra i pazienti che sono risultati positivi al virus.

Tutto parte da una teoria che potrebbe rappresentare una svolta per la ricerca scientifica, ovvero: il virus pare sia in grado di scatenare una reazione autoimmune che provoca sintomi persistenti come affaticamento, mancanza di respiro, perdita dell’olfatto, dolori muscolari o nebbia cerebrale.

“Ora non possiamo dire con certezza che sia una malattia autoimmune, ma sta davvero iniziando a sembrarlo”, ha dichiarato a Insider John Arthur, ricercatore presso l’Università dell’Arkansas per le scienze mediche. Tutti i dati e i monitoraggi porterebbero a questa conclusione, adesso basta solo dimostrarlo.

Long Covid e similitudini con malattie autoimmuni: lo studio

Uno studio pubblicato il 3 settembre 2021 dal tema di Arthur, inoltre, sembrerebbe avvalorare questa tesi. Come osservato dagli scienziati dell’Università dell’Arkansas, alcune persone che contraggono il Covid sviluppano “autoanticorpi” che attaccano le proprie proteine, un segno distintivo questo di molte malattie autoimmuni. Si tratta di fatto del processo che scatena le infiammazioni in generale, lo stesso che potrebbe innescare il Covid di lungo termine, fino a far persistere nel tempo i sintomi e i disturbi della malattia.

Se la teoria si rivelasse vera, aiuterebbe molto gli esperti a capire come trattare le infezioni da Coronavirus in futuro. Alcuni farmaci per la pressione sanguigna, ad esempio, potrebbero essere utilizzati per soffocare le infiammazioni, specie quelle che si sviluppano a distanza di tempo. Questa ricerca aiuterebbe a conoscere il meccanismo in anticipo, permettendo di intervenire sfruttando conoscenze e competenze già comprovate e approvate dalla comunità scientifica.

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