Dopo la Coca Cola, il kiwi “positivo” al Covid: perché è una bufala

Un’altra bufala si sta diffondendo a macchia d’olio sul web e sui social: il kiwi “positivo” al Covid

Dopo la Coca-Cola positiva al Covid adesso arriva anche il video del kiwi “testato” per dimostrare l’inutilità dei test rapidi e – quindi – mettere in dubbio i dati dei contagi e la stessa curva epidemica. L’esperimento, però, non è attendibile, tanto da poter classificare la notizia che circola in rete e sui social come una vera e propria bufala costruita a regola d’arte.

Perché la notizia del kiwi “positivo” al Covid è una fake news

Per quale motivo delle persone si sono impegnate a girare un video dove, con tanto di camici bianchi e guanti, si apprestano a sottoporre un kiwi al test rapido Covid? L’obiettivo, come si evince fin da subito, è dimostrare l’inattendibilità dei risultati, così da indurre chi guarda e legge a credere che tutti i casi di Covid registrati in Italia sono frutto di un inganno.

Può mai un kiwi essere positivo al Covid? Da qui la deduzione che se il test rapido sbaglia una volta, allora è plausibile che possa dare risultati errati anche quando si tratta degli umani.

Il problema, però, è che il test usato in questo caso è quello rapido e le autorità, nel registrare i nuovi casi di positivi al Covid, effettuano un esame diverso, ovvero il test molecolare. Anche se il test rapido dovesse rivelarsi inattendibile, comunque è richiesto un altro tipo tampone prima di comunicare un caso alle autorità sanitarie e, di conseguenza, prima della registrazione ufficiale del nuovo contagio.

Dopo la Coca Cola, la bufala del kiwi “positivo” al Covid

A smentire questa assurda teoria del kiwi positivo al Covid, poi, un altro fattore cruciale: il test usato per rilevare la presenza del virus nel frutto è stato realizzato solo ed esclusivamente per analizzare materiale di prova umano, non generi alimentari.

Utilizzare uno strumento finalizzato ad altro, per la rivelazione di un virus su un organismo non umano, può compromettere lo screening e quindi falsare i risultati. Proprio come successo con la Coca-Cola, altra bufala sul Covid smentita (anche questa tra le più popolari), il test se entra a contatto con sostanze estranee non solo non garantisce un risultato certo ma può alterare completamente l’esito.

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