Covid Italia, dati ottimi ma una Regione a rischio. Paura per la variante Delta: per chi è molto pericolosa

Mentre il governo Draghi studia una nuova possibile stretta per via della variante Delta che preoccupa sempre di più l'Europa e il resto del mondo, arrivano ottime notizie sul fronte dei contagi

Mentre il governo Draghi studia una nuova possibile stretta su controlli e tracciamento per via della variante Delta che preoccupa sempre di più l’Europa e il resto del mondo, arrivano ottime notizie sul fronte dei contagi.

Vengono segnalati anche in Italia focolai di varianti del virus Sars-CoV-2, in particolare della variante Delta, che presentano una maggiore trasmissibilità o potenzialità di eludere parzialmente la risposta immunitaria (qui trovate l’approfondimento di QuiFinanza sui sintomi più comuni e tutti i dati su contagiosità e efficacia dei vaccini).

Variante Delta in Italia: per chi è più pericolosa

Come già anticipato dall’ECDC europeo, anche il ministero della Salute conferma in una sua circolare che “vi sono evidenze che quanti hanno ricevuto solo la prima dose di una vaccinazione, che prevede la somministrazione di due dosi per il completamento del ciclo vaccinale anti-Covid, sono meno protetti contro l’infezione con la variante Delta rispetto all’infezione da altre varianti, indipendentemente dal tipo di vaccino somministrato”.

Il completamento del ciclo vaccinale fornisce invece una protezione contro la variante Delta quasi equivalente a quella osservata contro la variante Alpha, cioè quella inglese.

Nelle persone non vaccinate o vaccinate con una sola dose, invece, la probabilità di infezione è molto alta, l’impatto alto e il rischio va da alto a molto alto. Nelle popolazioni fragili completamente vaccinate il rischio totale va da basso a moderato e la probabilità è moderata. Per i fragili non vaccinati tutti i rischi sono molto alti.

Covid in Italia: incidenza e Rt

Continua però ad oggi nel nostro Paese il calo dell’incidenza settimanale, che nel periodo 13-20 giugno scende ancora a 12 casi su 100mila abitanti, contro i 19 della settimana scorsa. Gli ultimi dati del monitoraggio Iss indicano quindi che l’incidenza del Covid è stabilmente sotto il valore di 50 per 100mila abitanti ogni 7 giorni in tutto il territorio (qui i dati della settimana precedente).

Con anche Rt a 0.69, stabile rispetto a una settimana fa, in questa fase è possibile il contenimento dei nuovi casi, soprattutto grazie alla campagna vaccinale che prosegue spedita. Il raggiungimento di una elevata copertura vaccinale e il completamento dei cicli di vaccinazione rappresenta uno strumento indispensabile ora più che mai, anche e soprattutto contro la diffusione della variante Delta.

Covid in Italia: rischio

Riguardo al rischio, tutte le Regioni e province autonome sono classificate a rischio basso tranne una: il Molise si trova infatti a rischio moderato. Tutte hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo 1 e nessuna supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica.

Il tasso di occupazione in terapia intensiva è infatti al 4%, con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 504 a 362. Anche il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente al 4%: il numero di persone ricoverate in queste aree passa da 3.333 a 2.289.

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