Covid in caduta libera: solo 4 Regioni con rischio moderato (per l’ultima volta)

Anche se non è ancora il momento di dirsi fuori pericolo, la bella stagione, associata alle misure di contenimento e alla campagna vaccinale, stanno dando chiari frutti

Mentre il nuovo decreto Aperture varato dal governo Draghi ridefinisce il calendario anticipando alcune attività (qui tutte le novità), continua a migliorare la situazione generale nel nostro Paese. L’epidemia frena da settimane, finalmente, e tutti gli indicatori fotografano una netta ritirata del virus. Anche se non è ancora il momento di dirsi fuori pericolo, la bella stagione, associata alle misure di contenimento dei mesi scorsi e soprattutto alla campagna vaccinale che procede sostenuta, stanno dando chiari frutti.

Ieri martedì 18 maggio sono stati 4.452 i contagi da Coronavirus in Italia oggi secondo i consueti dati del bollettino della Protezione Civile. L’indice di positività scende a 1,69%, 262.862 i tamponi eseguiti. Si sono registrati altri 201 morti, che portano il totale a 124.497.

Il Covid in Italia: i dati

Secondo l’ultimo report Iss continua il calo nell’incidenza settimanale (103 per 100mila abitanti), l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86 (range 0,74– 0,94), in diminuzione rispetto alla settimana precedente, e sotto l’1 anche nel limite superiore.

Scende il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o aree mediche sopra la soglia critica (3 contro le 5 della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (23%), quello nelle aree mediche a livello nazionale scende ulteriormente al 24%.

Guardando al rischio delle Regioni, nessuna è classificata a rischio alto per la terza settimana consecutiva. 4 Regioni hanno una classificazione di rischio moderato, di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, mentre tutte le altre basso. Tutte le Regioni/PPAA hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 1.

Rischio Regioni

Ma ecco i livelli di rischio Regione per Regione.

Regioni con rischio basso

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Campania
  • Emilia-Romagna
  • Friuli Venezia Giulia
  • Lazio
  • Liguria
  • Marche
  • Molise
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Provincia autonoma di Trento
  • Puglia
  • Sardegna
  • Sicilia
  • Valle d’Aosta
  • Veneto.

Regioni con rischio moderato

  • Calabria
  • Lombardia
  • Toscana
  • Umbria.

Tutta Italia ancora zona gialla, con nuove regole sul coprifuoco

Questo quadro, unito agli altri indicatori, consente di escludere il ritorno in zona arancione per qualche Regione. Venerdì dunque, in occasione della consueta definizione dei colori con relative ordinanze del ministro della Salute Speranza, non dovrebbero esserci sorprese e l’Italia dovrebbe restare tutta gialla.

In zona gialla scattano già da oggi mercoledì 19 maggio le nuove regole sul coprifuoco, che slitta di un’ora fino al 6 giugno: e dunque, fino ad allora bisognerà fare rientro a casa entro le 23 (per le successive modifiche al coprifuoco e la sua abolizione trovate tutte le info qui).

Nuovi criteri per il cambio colore delle Regioni

Intanto, secondo quanto stabilito nel nuovo decreto Aperture, vengono introdotti nuovi criteri per il cambio colore delle Regioni.

Per il passaggio in zona bianca, in zona gialla, in zona arancione e in zona rossa spariscono il tanto contestato indice Rt ma anche i dati relativi al rischio e agli scenari. Priorità invece all’incidenza dei casi settimanali su 100mila abitanti e alla pressione sugli ospedali.

A giugno le prime Regioni bianche

A giugno, come anticipato dal premier Draghi, se i dati continueranno su questa scia, arriveranno anche le prime zone bianche.

Prima, dal 1° giugno, toccherà a Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna e poi dal 7 giugno a Abruzzo, Veneto e Liguria (vi rimandiamo qui per tutti i dettagli sulle zone bianche).

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