Covid, l’Italia ha raggiunto il plateau: tutti gli indici Rt, chi rischia di più adesso

Mentre l'Italia cambia di nuovo colore, con il “caso” Sardegna passata in poco più di un mese da zona bianca a rossa, l'epidemia Covid non accenna a frenare

Mentre l’Italia cambia di nuovo colore, con il “caso” Sardegna passata in poco più di un mese da zona bianca a rossa, l’epidemia Covid non accenna a frenare. Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l’incidenza ancora troppo elevata e la grande diffusione di alcune varianti più contagiose stanno mettendo a dura prova il sistema sanitario nazionale.

Solo qualche timido segnale di rallentamento dei contagi, ma ancora troppo poco rispetto a una situazione che potrebbe dirci fuori dalla terza ondata.

Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro, in conferenza stampa ha detto che la curva del nostro Paese ha raggiunto sostanzialmente un plateau, mentre in altri Paesi europei anche confinanti c’è una ricrescita, “da noi c’è una decrescita lenta, anche se alcune Regioni però segnano una crescita anche significativa”.

La situazione gli ospedali ancora critica

Mentre prosegue a singhiozzo la campagna vaccinale (qui trovate a chi spetta prima il vaccino e quale siero a seconda dell’età), rimane molto alto e in aumento il numero di Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva o in aree mediche sopra la soglia critica: 15 contro le 14 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 41%, quello in aree mediche al 44%. Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in lieve aumento, da 3.716 a 3.743. quello di persone ricoverate in altre aree mediche passa da 29.231 a 29.337.

Analizzando l’ultimo report Iss sulla base dei dati forniti dalla Cabina di regia, che riguardano il periodo dal 29 marzo al 4 aprile, per i tempi che intercorrono tra l’esposizione al virus e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione nella seconda metà di marzo.

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in lieve aumento (34,9% contro 34,4% la scorsa settimana). È, invece, in diminuzione il numero di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (39,6% vs 41,5%).

La buona notizia è però che per la terza settimana consecutiva l’incidenza scende lentamente, a 210,8 contagi ogni 100mila abitanti, contro i 232,74, restando quindi elevata e ancora molto lontana da livelli (50 per 100mila) che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Tutti gli indici Rt per Regione

Dal 17 al 30 marzo scende ancora leggermente anche l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici, pari a 0,92 (range 0,82– 1,01). Otto Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1. Tra queste, due Regioni (Sardegna e Valle d’Aosta) hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3, 6 hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 1. Ecco tutti gli indici Rt.

Regioni con indice Rt sotto 1

  • Friuli Venezia Giulia 0.79
  • Emilia-Romagna 0.81
  • Molise 0.81
  • Lombardia 0.85
  • Marche 0.86
  • Provincia autonoma di Trento 0.86
  • Abruzzo 0.89
  • Lazio 0.9
  • Piemonte 0.9
  • Provincia autonoma di Bolzano 0.91
  • Calabria 0.93
  • Veneto 0.96
  • Umbria 0.97.

Regioni con indice Rt sopra 1

  • Toscana 1.02
  • Puglia 1.06
  • Basilicata 1.15
  • Campania 1.19
  • Liguria 1.19
  • Sicilia 1.22
  • Valle d’Aosta 1.39
  • Sardegna 1.54.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Covid, l’Italia ha raggiunto il plateau: tutti gli indici Rt, ch...