Covid Italia, per l’Ue ancora tre Regioni in zona rossa. Una sola in verde (e un’altra in arrivo)

Ogni giovedì anche l'ECDC europeo pubblica le mappe con i nuovi colori dei Paesi Ue a seconda del grado di diffusione dell'epidemia Covid

Non solo i dati Iss. Ogni giovedì anche l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) europeo pubblica le mappe con i nuovi colori dei Paesi Ue a seconda del grado di diffusione dell’epidemia Covid in ciascuno di essi. Le mappe si basano sui dati comunicati dagli Stati membri al database del Sistema di sorveglianza europeo (TESSy) entro le 23:59 di ogni martedì.

Le aree, in Europa, sono contrassegnate con 4 diversi colori:

  • verde: se il tasso di notifica di casi Covid a 14 giorni è inferiore a 25 casi ogni 100mila e il tasso di positività al test è inferiore al 4%;
  • arancione: se il tasso di notifica di casi Covid a 14 giorni è inferiore a 50 casi per 100mila ma il tasso di positività al test è pari o superiore al 4%, o se il tasso di notifica a 14 giorni è compreso tra 25 e 150 casi per 100mila e il tasso di positività al test è inferiore al 4%;
  • rosso: se il tasso di notifica di casi Covid a 14 giorni varia da 50 a 150 e il tasso di positività al test dei test è del 4% o più, o se il tasso di notifica è superiore a 150 ma inferiore a 500;
  • rosso scuro: se il tasso di notifica cumulativo di casi Covid a 14 giorni è pari o superiore a 500;
    grigio: se le informazioni sono insufficienti o se il tasso di test è inferiore a 300 casi per 100mila.

Il Covid in Italia secondo l’ECDC: 3 Regioni rosse e una verde

Secondo questa rappresentazione, l’Italia, che per noi è a prevalenza gialla e con ben 7 Regioni in zona bianca, è sempre più arancione, con solo 3 Regioni in rosso e il Molise prima Regione a tingersi di verde.

Si dimezzano dunque le aree rosse: restano di questo colore solo Valle D’Aosta, Basilicata e Calabria, mentre rispetto alla cartina precedente si guadagnano l’arancione Toscana, Campania e Puglia, che si accodano alle altre Regioni italiane.

Mappa colori nazioni europee per numero di contagi da Covid-19

Sardegna zona verde?

Questa settimana, se il trend come prevedibile prosegue lungo questa strada, calerà ancora la curva epidemiologica in Sardegna, che resta stabilmente in zona bianca per la seconda settimana di fila. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, registra un indice di trasmissibilità Rt pari a 0.55, il secondo più basso d’Italia dopo il Molise (0.45), che è la prima regione verde d’Europa.

Anche la Sardegna dunque aspira alla zona verde, con appena 197 nuovi contagi (-24,5% rispetto alla settimana precedente) e 12 casi ogni 100mila abitanti, con un calo di ben l’84%. All’8% l’occupazione dei posti letto in area medica nella Regione e al 6% quella in terapia intensiva. Dati decisamente positivi, dunque, per l’isola.

Come stanno andando i vaccini in Europa

Situazione molto buona in tutta Italia, che si appresta a conquistare tutta la zona bianca secondo la classificazione italiana a metà giugno. Merito, ovviamente, non solo del cambio di stagione, ma anche e soprattutto della campagna vaccinale che procede celere, tanto che il commissario all’emergenza Francesco Paolo Figliuolo si è dato come nuovo obiettivo 54,3 milioni di vaccinati entro settembre, cioè l’80% della popolazione.

Come riportato dagli ultimi dati dell’ECDC aggiornati al 30 maggio 2021, in Italia il 45,8% degli adulti è stato vaccinato con almeno una dose contro la Covid-19, meno però di Francia (48,2%), Germania (51,5%) e Spagna (46,3%). In testa ci sono Malta (65,8%) e Ungheria (62,4%).

La differenza tra Italia e Germania per quanto riguarda coloro che hanno ricevuto almeno la prima dose è di 5,7 punti percentuali, ma la situazione migliora nettamente se si considera la quota di popolazione adulta pienamente vaccinata, cioè con due dosi di AstraZeneca, Moderna o BioNTech/Pfizer o con una dose di Johnson & Johnson.

Per i vaccinati che hanno chiuso il ciclo di iniezioni, l’Italia è al 23,5%, davanti sia alla Germania (21,1%) che alla Francia (20,9%), e allineata con la Spagna (23,6%). Prime anche in questo caso sono Malta (49,7%) e Ungheria (44,7%), che però ha iniettato anche vaccini non autorizzati dall’Ema.

Il caso di una ragazza di 18 anni colpita da trombosi

E proprio dall’ECDC arriva un nuovo documento relativo alla vaccinazione degli adolescenti, dopo alcune polemiche che stanno accendendo il dibattito un po’ ovunque, anche in Italia dopo il caso di una ragazza di 18 anni di Sestri Levante colpita da trombosi venosa cerebrale una decina di giorni dopo aver fatto il vaccino AstraZeneca.

La ragazza si è sottoposto volontariamente il 25 maggio al vaccino, poi il 3 giugno la comparsa dei primi sintomi: cefalea e fotofobia. Dopo essere stata sottoposta a tac cerebrale ed esame neurologico, entrambi negativi, è stata dimessa con la raccomandazione di ripetere gli esami ematici dopo 15 giorni.

Il 5 giugno è tornata in pronto soccorso con deficit motori. Sottoposta a Tac cerebrale con esito emorragico, è stata immediatamente trasferita alla Neurochirurgia del San Martino dove è attualmente ricoverata in condizioni critiche ma stabili. È stata operata prima per la rimozione del trombo e poi per ridurre la pressione intracranica derivante dall’emorragia.

Vaccini agli adolescenti, cosa dice l’Ue

L’ECDC precisa che la vaccinazione degli adolescenti contro il Covid dovrebbe essere considerata nel contesto più ampio della strategia di vaccinazione per l’intera popolazione, compresi i suoi obiettivi generali, lo stato di attuazione e le sue priorità.

La vaccinazione degli adolescenti ad alto rischio di Covid grave dovrebbe essere considerata una priorità, come per altri gruppi di età. I benefici diretti complessivi della vaccinazione degli adolescenti dipenderanno principalmente dall’incidenza dell’infezione da SARS-CoV-2 e dalla prevalenza di condizioni sottostanti che aumentano il rischio di Covid grave in questa fascia di età.

I benefici diretti individuali della vaccinazione negli adolescenti dovrebbero essere limitati rispetto ai gruppi di età più avanzata. Il beneficio complessivo per la popolazione generale degli adolescenti vaccinati sarà proporzionale alla trasmissione di SARS-CoV-2 all’interno e da questa fascia di età.

Dato il ridotto rapporto rischio/beneficio individuale previsto dalla vaccinazione degli adolescenti rispetto ai gruppi di età più avanzata, prima di utilizzare questo target deve essere fatta un’attenta considerazione della situazione epidemiologica e dell’assunzione del vaccino nei gruppi di età più avanzata.

“È importante -conclude l’ECDC – continuare a monitorare la diffusione delle varianti preoccupanti tra gli individui più giovani e continuare a valutare l’effettivo carico del Covid nei gruppi di età più giovani anche in relazione agli effetti a lungo termine, il cosiddetto Long Covid”.

Vi rimandiamo qui per come fare a prenotare il vaccino anti-Covid in ogni Regione italiana.

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