Covid: India e Brasile al collasso, Italia migliora. Le Regioni che rischiano di più adesso

Nel mondo nelle ultime due settimane più casi che nei primi sei mesi della pandemia. Più della metà dei nuovi casi è stata registrata in India e Brasile. Come sta l'Italia

Mentre il premier Draghi annuncia la ripartenza anticipata per il turismo in Italia (il Belpaese gioca d’anticipo sul resto d’Europa, e introduce per primo da metà maggio il green pass per spostarsi), continua a migliorare l’epidemia Covid nel nostro Paese.

Il Covid nel mondo

Nel Regno Unito il primo ministro britannico Boris Johnson ha affermato che sta per eliminare le restrizioni. Nel frattempo, Singapore sta restringendo le maglie dei controlli in risposta a una riacutizzazione legata alla variante indiana: una battuta d’arresto importante per uno dei maggiori casi virtuosi di contenimento del virus.

Completamente diversa la situazione altrove, dove si stanno consumando vere e proprie catastrofi umanitarie, come in India e Brasile. Secondo le analisi di Bloomberg, il numero totale di casi in tutto il mondo è aumentato a 153,8 milioni. Il bilancio delle vittime supera i 3,22 milioni. Nel mondo nelle ultime due settimane ci sono stati più casi che nei primi sei mesi della pandemia. Più della metà dei nuovi casi è stata registrata in India e Brasile.

Covid India, la situazione

In India ieri è stato registrato un nuovo record di morti per Covid, che hanno toccato quota 3.780 nelle ultime 24 ore. Ben 382.315 nuovi casi di Coronavirus nel subcontinente in un solo giorno.

Secondo Paese più colpito al mondo per numero di contagi dopo gli Stati Uniti, l’India ha oggi 20.282.833 casi di Covid positivi confermati. Sono invece 222.408 i decessi da inizio pandemia. Secondo una ricerca, le morti per Covid in India potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli attuali nei prossimi mesi.

Continua senza sosta la “crisi dell’ossigeno”, mentre i contagi continuano a crescere. Almeno 12 pazienti, compreso un medico, sono morti sabato scorso quando uno dei più grandi ospedali di Nuova Delhi ha esaurito l’ossigeno. Fuori dagli ospedali, le famiglie dei pazienti che non riescono a trovare un letto fanno di tutto per accaparrarsi una bombola portatile, stando anche in coda per 12 ore.

La situazione è persino peggiore nei piccoli ospedali che non hanno serbatoi di stoccaggio e devono fare affidamento su grandi bombole.

La Banca centrale indiana ha annunciato lo stanziamento di 6,7 miliardi di dollari di finanziamenti a basso costo per produttori di vaccini, ospedali e altre aziende sanitarie, disponibili fino al 31 marzo 2022, per far fronte al disastro sanitario che sta già impattando pesantemente sulla sfera sociale.

Covid Brasile, la situazione

Il Brasile ha il più alto numero di vittime al mondo da Covid dopo gli Stati Uniti e il terzo in totale di infezioni da Coronavirus dopo Stati Uniti e India. La situazione è completamente fuori controllo. Il Paese sudamericano ha pochissime scorte di vaccini, tanto che diverse grandi città non sono state in grado di somministrare le seconde dosi. Alcuni reparti di terapia intensiva hanno esaurito l’ossigeno e persino i farmaci necessari per sedare i pazienti intubati.

Gli Stati Uniti stanno lavorando per fornire al Brasile i farmaci usati per i pazienti che necessitano di assistenza respiratoria meccanica, per un valore di 20 milioni di dollari. Si tratta di farmaci che provengono dalle scorte strategiche del governo Usa e che saranno consegnati in collaborazione con l’Organizzazione panamericana della sanità.

Ma proprio sugli Usa piovono critiche pesanti. Il Paese si dice quasi prossimo a vaccinare gli adolescenti, mentre molti esperti hanno sostenuto che è un grave errore utilizzare la fornitura limitata di dosi al mondo su una popolazione a basso rischio, quando la pandemia aumenta esponenzialmente in alcuni Paesi poveri.

L’inchiesta sulla gestione della pandemia di Bolsonaro

Intanto, l’ex ministro della Salute brasiliano Luiz Henrique Mandetta ha dichiarato, nell’ambito di un‘inchiesta parlamentare sulla gestione della pandemia che ha ucciso più di 408mila brasiliani, che il governo del presidente Jair Bolsonaro “sapeva benissimo che il trattamento che stava sostenendo per i pazienti Covid non aveva alcuna base scientifica”.

Mandetta è stato licenziato lo scorso aprile da Bolsonaro per non aver accettato di spingere come cura anti-Covid l’uso della clorochina, il farmaco già usato da anni con successo contro la malaria. Il sostegno di Bolsonaro alla clorochina rispecchiava le pressioni dell’ex presidente Usa Donald Trump per l’uso dell’idrossiclorochina.

La tragedia sanitaria e umanitaria in Brasile, e l’indagine del Senato, arrivano 17 mesi prima delle elezioni, evidenziando tutte le falle e lo sciacallaggio mediatico esibito da Bolsonaro, che, negando le misure di distanziamento sociale e non sapendo gestire la questione vaccini, ha portato il Paese al collasso.

Vaccini, proposta sospensione temporanea dei brevetti

Il grande problema, oltre alle cure, riguarda proprio l’accesso ai vaccini. Un problema anche “a lungo termine” ha detto il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La quantità di vaccini di cui avremo bisogno è significativamente maggiore rispetto a quella attuale. La capacità produttiva deve aumentare”.

Per questo motivo la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini, proposta da Sudafrica e India, sarebbe decisiva, oltre che eticamente necessaria.

In Italia il commissario all’emergenza Figliuolo accelera e cambia ancora il piano vaccinale con importanti novità (trovate una sintesi qui). L’obiettivo è raggiungere a regime le 500mila somministrazioni al giorno su base nazionale, vaccinando almeno l’80% della popolazione entro il mese di settembre. Ma il generale punta anche al milione di somministrazioni giornaliere.

Covid Italia, la situazione

Tornando all‘Italia, da noi l’indice di trasmissibilità Rt calcolato sui casi sintomatici questa settimana è stato pari a 0,85, in lieve aumento rispetto alla settimana precedente, ma sotto l’1 anche nel limite superiore. Tre Regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1, e solo 2 Regioni, Campania e Sicilia, hanno una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2.

Anche l’incidenza è in lenta diminuzione ma ancora troppo elevata, fissandosi a 146 contagi ogni 100mila abitanti, contro i 157 della settimana scorsa.

Stesso discorso per il rischio, con nessuna Regione a rischio alto, 11 Regioni a rischio moderato, di cui nessuna ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane, e 10 Regioni che hanno una classificazione di rischio basso, di cui una sola ad alto rischio di progressione a rischio moderato.

Regioni con rischio basso

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Campania
  • Friuli Venezia Giulia
  • Liguria
  • Molise
  • Provincia autonoma di Trento
  • Sardegna
  • Umbria
  • Valle d’Aosta (ad alta probabilità di progressione).

Regioni con rischio moderato

  • Calabria
  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Lombardia
  • Marche
  • Piemonte
  • Provincia autonoma di Bolzano
  • Puglia
  • Sicilia
  • Toscana
  • Veneto

Regioni con rischio alto

  • nessuna.

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