Covid, la Gran Bretagna autorizza uso dosi tra vaccini diversi

Nel Regno Unito è stato autorizzato l'impiego di un vaccino diverso dalla prima dose nonostante le indicazioni diverse della comunità scientifica

Con l’approvazione del vaccino di AstraZeneca, la Gran Bretagna ha autorizzato anche la possibilità di integrare un vaccino con un altro. Nel Regno Unito si potrà dunque utilizzare per iniettare le seconda dose “di richiamo” le fiale della casa farmaceutica anglo-svedese in alternativa al vaccino Pfizer col quale è partita la campagna vaccinale.

Covid, la Gran Bretagna autorizza uso dosi tra vaccini diversi: le linee guida

Nell’ultima versione di dicembre del Greenbook, considerata la guida alle vaccinazioni del Regno Unito è stato infatti specificato che “se una seconda dose del vaccino ricevuto inizialmente da un paziente non è disponibile o se il produttore della prima dose non è noto”, il vaccino “può essere sostituito”.

Un’indicazione di senso opposto a quanto dichiarato dai Centers for Disease Control americani, secondo i quali una vaccinazione “dovrebbe essere completata con lo stesso prodotto” perché i vaccini autorizzati, “non sono intercambiabili” e “la sicurezza e l’efficacia di un mix di prodotti non è stata valutata“.

Ma la Gran Bretagna deve fare i conti con una situazione epidemiolgica ancora molto preoccupante, aggravata dai timori per la circolazione più rapida della nuova variante del coronavirus.

L’aumento dei contagi da Covid-19 e la pressione ospedaliera starebbero alla base della decisione presa dal governo britannico di utilizzare, in mancanza d’altro, un vaccino diverso da quello della prima dose. “Questa opzione è preferita se il soggetto va considerato ad alto rischio immediato o se si ritiene che non si presenti di nuovo” è scritto nel Greenbook.

Covid, la Gran Bretagna autorizza uso dosi tra vaccini diversi: i dubbi sulla decisione

Un’incongruenza che emerge nelle stesse linee guida inglesi dove è indicato che il vaccino Pfizer Biontech “dovrebbe essere somministrato in 2 dosi, minimo a 21 giorni l’una dall’altra” mentre per quello di AstraZeneca, le iniezioni dovrebbero essere separate “come minimo da 28 giorni”.

Il professor John Moore della Cornell University, nello stato di New York, intervistato dal New York Times, sottolinea che “non ci sono dati di alcun tipo su questa idea“, e aggiunge che la Gran Bretagna “sembra aver abbandonato completamente la scienza e ora sembra alla ricerca di una via d’uscita dal disastro”.

Sul tema è intervenuto infine anche il portavoce di Pfizer, Steven Danehy: “Mentre le decisioni su regimi alternativi di dosaggio spettano alle autorità sanitarie, Pfizer ritiene fondamentale che le autorità sanitarie sorveglino con il massimo impegno qualsiasi programma alternativo implementato e assicurino che ad ogni soggetto che riceve” il vaccino “sia offerta la massima protezione possibile, questo significa immunizzazione con 2 dosi del vaccino“.

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Covid, la Gran Bretagna autorizza uso dosi tra vaccini diversi