Covid, cosa sappiamo del farmaco che dà immunità immediata

L'obiettivo è evitare che una persona si contagi e sviluppi la malattia, grazie a un'immunità immediata dai 6 ai 12 mesi: al via i test

Al momento l’unica soluzione per diventare immuni al Covid-19 (sicuramente per un certo periodo di tempo) è il vaccino. In futuro, però, le cose potrebbero cambiare. Gli scienziati del Regno Unito, secondo quanto riportato dal Guardian, starebbero infatti testando un nuovo farmaco che potrebbe impedire a chi è stato esposto al coronavirus di sviluppare la malattia, grazie a un cocktail di anticorpi.

Covid, test su un farmaco per l’immunità: cosa sappiamo

L’obiettivo degli scienziati britannici è che la terapia attualmente in fase di sperimentazione, basata sugli anticorpi, conferisca un’immunità immediata. Una differenza notevole rispetto al vaccino, che invece garantisce l’immunità dopo circa un mese.

La nuova terapia potrebbe essere somministrata come trattamento d’emergenza a pazienti ospedalizzati o a categorie a rischio. Il farmaco, sviluppato da University College London Hospital (Uclh) e AstraZeneca (la società farmaceutica che, insieme all’Università di Oxford, ha anche creato uno dei vaccini che saranno utilizzati contro il coronavirus), ha alle spalle uno studio volto a dimostrare che il cocktail di anticorpi possa proteggere dal coronavirus per un periodo compreso tra 6 e 12 mesi.

Una volta approvato, verrebbe somministrato a chi è stato esposto al Covid-19 negli 8 giorni precedenti: la speranza è che possa essere disponibile a partire dalla primavera 2021.

Covid, perché il farmaco potrebbe essere meglio del vaccino

Lo studio coinvolge l’Uclh, diversi altri ospedali britannici e una rete di 100 siti in tutto il mondo. La protezione immediata che il farmaco promette potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nel ridurre l’impatto del virus fino a quando tutti non saranno stati vaccinati.

Secondo la virologa dell’Uclh, Catherine Houlihan, il vantaggio del farmaco attualmente in fase di test è il fatto che dia anticorpi immediati. Il vaccino può proteggere da contagi futuri, ma chi è appena stato esposto al virus rischia di non avere tempo prima di sviluppare la malattia: i vaccini attuali, infatti, “non conferiscono immunità prima di un mese“, ha sottolineato la Houlihan.

Al momento, il farmaco è stato somministrato a 10 soggetti partecipanti – personale, studenti e altre persone – che sono stati esposti al virus a casa, in un ambiente sanitario o in aule studentesche. I test andranno avanti nelle prossime settimane.

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