Covid, i posti letto stanno finendo: 18 Regioni vicine al collasso

Secondo i dati dell'Anaao-Assomed, il sindacato dei medici italiani, la saturazione dei reparti internistici potrebbe avere conseguenze pesantissime

L’Anaao-Assomed, uno dei sindacati dei medici italiani, ha pubblicato un rapporto in cui ha evidenziato come la pressione ospedaliera non riguardi solo le terapie intensive, ma anche i posti letto internistici che assorbono la maggior parte dei ricoveri Covid. L’associazione ha ricordato come a marzo e aprile 2020 si sia registrato un incremento esponenziale di ricoveri inaspettati, affrontato in piena emergenza anche per i pochi mezzi a disposizione. Un’ondata analoga “si sta ripetendo in questo ottobre-novembre”.

Cosa dice lo studio: l’emergenza posti letto Regione per Regione

Dall’analisi di Anaao-Assomed emergono differenze sostanziali di efficienza del servizio sanitario tra le diverse regioni italiane. Una parte, già nel 2018, aveva una carente disponibilità di posti letto internistici rapportato alla popolazione, soprattutto al Sud.

La pandemia ha acuito ancora di più le differenze tra Regioni virtuose e non, “con un servizio sanitario non all’altezza del Paese Italia” recita il rapporto. La mancanza di posti letto è stato uno dei motivi che negli ultimi anni hanno portato il sistema dei Pronto Soccorso in grave sofferenza, ancora prima del 2020.

Adesso l’emergenza è evidente non solo nelle terapie intensive, ma anche nei reparti di medicina interna, pneumologia e malattie infettive. I camici bianchi definiscono la situazione “drammatica” per 18 Regioni su 20, dal punto di vista della saturazione dei posti letto. Quasi tutte, quindi, superano la soglia critica del 40%:

  • Valle d’Aosta 229%
  • Piemonte 191%
  • Bolzano 129% – Trento 82%
  • Lombardia 129%
  • Liguria 118%
  • Lazio 91%
  • Campania 87%
  • Abruzzo 77%
  • Sicilia 73%
  • Puglia 71%
  • Emilia-Romagna 66%
  • Toscana 66%
  • Veneto 64%
  • Umbria 60%
  • Calabria 54%
  • Basilicata 52%
  • Marche 49%
  • Sardegna 44%
  • Molise 34%
  • Friuli-Venezia Giulia 34%

Emergenza posti letto, quali sono le conseguenze

Si parla di posti letto occupati oltre a quelli di terapia intensiva, dove si lotta per la vita. Perché allora i medici sono allarmati per la situazione ‘internistica’? Secondo loro, se i posti letto standard di una Regione sono occupati solo da pazienti Covid “è necessario prendere decisioni politiche, anche dolorose, per non piangere successivamente migliaia di morti evitabili per il collasso totale dei sistemi sanitari regionali”.

Attualmente oltre il 50% dei posti letto internistici è infatti occupato da pazienti Covid con punte regionali-provinciali elevatissime (Piemonte 93%Bolzano 104%). Inoltre, non tutte le Regioni sono partite dallo stesso livello di dotazione di posti letto quando è scoppiata la pandemia: questo fa sì che alcune siano più in difficoltà di altre.

La Calabria ad esempio aveva circa 1/3 dei posti letto internistici del Friuli, rapportati alla popolazione. La Campania partiva da una condizione di posti letto per 100 mila abitanti inferiore del 30% rispetto alla media nazionale.

Se da una parte gli internisti continuano ad assistere i pazienti che sono affetti da altre patologie importanti (insufficienza renale, bronchite cronica, scompenso cardiaco, sepsi, polmonite), per questi malati le possibilità di accesso agli ospedali si stanno riducendo all’aumentare dei ricoveri Covid.

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