Campania, De Luca chiede al governo il lockdown

La Campania è la seconda Regione, dopo la Lombardia, per numero dei nuovi contagi giornalieri: il governatore ha iniziato a parlare di "soluzioni drastiche per reggere l'urto"

La Campania, venerdì 23 ottobre, ha registrato 2.280 nuovi casi di coronavirus su 15.800 tamponi: di fatto, la percentuale sui test effettuati è salita dal 12,8% al 14,5%. Numeri che hanno spinto il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, ad annunciare in diretta Facebook la necessità di un lockdown. Il coprifuoco, secondo lui, non basterebbe per evitare “una tragedia”.

Covid, De Luca parla di lockdown: “Dobbiamo chiudere 40 giorni”

Mentre negozianti e ristoratori incrociano le dita affinché il governo non passi dal coprifuoco alla chiusura totale, Vincenzo De Luca spinge per il lockdown. Secondo il governatore, la Campania (ma non solo) sarebbe “a un passo dalla tragedia“. La soluzione sarebbe solo una: “Chiudere per un mese, 40 giorni e poi si vedrà: senza soluzioni drastiche non possiamo reggere”. Per il presidente, nel giro di pochi giorni le terapie intensive saranno intasate.

Covid, De Luca mostra una tac polmonare di un giovane paziente: “Irresponsabili”

Nel mirino del governatore ci sono i giovani e le serate della movida. È parso evidente quando De Luca ha mandato in diretta le immagini di una tac di polmoni malati e poi immagini di una festa in spiaggia a Bagnoli con “centinaia di ragazzi senza nessuna protezione. Siamo all’irresponsabilità“.

Non adottare misure drastiche replicherebbe, secondo De Luca, le scene viste a Bergamo, con i “camion militari che portano centinaia di bare di persone decedute. Quelle immagini sono destinate a entrare nella nostra vita in maniera drammatica”.

Per questo motivo, il governatore spinge per “chiudere ora il Paese, per dargli coraggio” e arrivare a Natale con “possibili parziali riaperture”. Nell’attesa, però, De Luca potrebbe decidere di chiudere i confini della Campania.

Covid, le scuole in Campania ancora chiuse

Vincenzo De Luca ha poi ribadito la necessità di tenere chiuse le scuole perché, a suo dire, sarebbe da irresponsabili non farlo di fronte a un aumento di contagi come quello “registrato tra docenti e alunni, l’unica risposta che la ragione può dare è quella di evitare che il contagio si diffonda”. Al momento la didattica a distanza è stata riattivata per tutte le scuole di ogni ordine e grado fino al 13 novembre.

Per la fascia d’età 0-6 anni, non è stata firmata alcuna ordinanza che sospende le attività didattiche in presenza, per quanto riguarda le scuole elementari, invece, la riapertura da lunedì 26 ottobre è subordinata a un’ulteriore verifica che sarà svolta nei prossimi giorni sull’andamento dei contagi registrato nel personale scolastico e negli alunni.

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