Covid, caos Calabria: per il ruolo di commissario si pensa a Gino Strada

Il premier Giuseppe Conte ha telefonato al fondatore di Emergency: data la sua esperienza, si occuperebbe della gestione di un piano Covid per la Regione e dell'allestimento degli ospedali da campo

Per la Calabria gli ultimi giorni sono stati drammatici. Prima la scelta della Cabina di Regia dell’Istituto superiore di sanità di inserirla tra le regioni ad alto rischio, quindi in zona rossa. Poi la rimozione del generale Saverio Cotticelli, ormai ex commissario sanitario della Regione, a seguito di una surreale intervista televisiva in cui confessava di non essere a conoscenza del fatto che toccasse a lui stilare un piano Covid. Al suo posto è stato nominato Giuseppe Zuccatelli, ma le polemiche non si sono calmate dato che proprio quest’ultimo, mesi addietro, aveva contestato l’utilità di indossare le mascherine. Infine, nelle ultime ore, la notizia di una telefonata tra Giuseppe Conte e Gino Strada, fondatore di Emergency: il premier gli avrebbe offerto un ruolo attivo proprio in Calabria.

Calabria, ipotesi Gino Strada: la telefonata del premier

Le prime a sponsorizzare la candidatura di Gino Strada sono state le Sardine, nella sua portavoce nazionale Jasmine Cristallo, esponente calabrese. Anche il Movimento 5 Stelle si è detto favorevole. Il fondatore di Emergency viene visto come simbolo di “competenza, serietà e coraggio”.

L’ipotesi Gino Strada è piaciuta soprattutto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al ministro della Salute, Roberto Speranza. I due hanno direttamente telefonato al medico per proporgli un ruolo attivo nella gestione della sanità in Calabria. Sul piatto ci sarebbe il ruolo di commissario, ma anche la possibilità di affiancare Giuseppe Zuccatelli, senza sostituirlo: alla luce della sua esperienza, a lui spetterebbe il compito di organizzare i reparti Covid e gli ospedali da campo per far fronte alla pandemia.

Covid, Calabria nel caos: cosa è successo nelle ultime settimane

La sanità in Calabria è stata commissariata da più di 10 anni, nell’agosto 2010, e ha un buco nel bilancio di circa 160 milioni di euro. Durante il primo governo Conte la ministra Giulia Grillo ha nominato come commissario ad acta Saverio Cotticelli, generale dell’Arma in pensione.

Dopo la bufera scatenata dalle dichiarazioni rilasciate dall’ex carabiniere durante un’intervista, il premier lo ha rimosso immediatamente, sostituendolo con Giuseppe Zuccatelli, attualmente commissario straordinario dell’asl Pugliese Ciaccio di Catanzaro e del Policlinico universitario Mater Domini. In passato è stato presidente di Agena, l’Agenzia nazionale per i Servizi sanitari regionali.

Intanto la giunta regionale si è scagliata contro l’ultimo Dpcm del governo, che di fatto ha inserito la Calabria nella zona rossa. Ma a pesare su questa decisione c’è la situazione in cui versa la sanità, che non ha un piano Covid e soprattutto strutture adeguate in caso di aumento dei contagi.

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