Covid, ufficiali le linee guida dell’Istituto di Sanità: cosa succede in caso di contagio

L'ISS ha ufficializzato le linee guida che dovranno essere seguite nel caso in cui un alunno o un operatore scolastico risultassero contagiati

Dopo una lunga attesa, l’Istituto Superiore di Sanità ha finalmente ufficializzato le linee guida per il rientro in sicurezza a scuola. In particolare, il documento con le “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” fornisce indicazioni sui comportamenti da tenere in classe e cosa fare nel caso in cui uno degli alunni dovesse presentare una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi centigradi.

“La questione centrale delle decisioni di riapertura scolastica – si legge nel documento – non è se le scuole debbano riaprire o meno, ma piuttosto come procedere con una riapertura scolastica più sicura attraverso la comprensione e la consapevolezza dei rischi per la salute pubblica, non solo sui bambini, sul personale scolastico e sui loro contatti sociali immediati, ma anche su un aumento della trasmissione a livello di virus comunitari”.

Cosa procedere all’identificazione precoce dei casi sospetti

L’aspetto principale sul quale si focalizza il documento è l’identificazione precoce dei casi sospetti, sia che si tratti di alunni e studenti sia che si tratti del personale scoalstico. Affinché ciò sia possibile, ogni istituto scolastico deve predisporre:

  • un sistema di monitoraggio dello stato di salute degli alunni e del personale scolastico;
  • il coinvolgimento delle famiglie nell’effettuare il controllo della temperatura corporea del bambino/studente a casa ogni giorno prima di recarsi al servizio educativo dell’infanzia o a scuola;
  • la misurazione della temperatura corporea al bisogno (es. malore a scuola di uno studente o di un operatore scolastico), da parte del personale scolastico individuato, mediante l’uso di termometri che non prevedono il contatto che andranno preventivamente reperiti;
  • la collaborazione dei genitori nel contattare il proprio medico curante (PLS o MMG) per le operatività connesse alla valutazione clinica e all’eventuale prescrizione del tampone naso-faringeo.

Inoltre, le istituzioni scolastiche devono istituire e mantenere un sistema di tracciamento che consenta di monitorare le assenze di alunni, studenti e personale scolastico. Inoltre,  genitori efamiliari devono tempestivamente comunicare  alle istituzioni scolastiche eventuali motivi di sanitari per rilevare eventuali cluster di assenze nella stessa classe. Inoltre, genitori e familiari devono dare “comunicazione immediata al dirigente scolastico e al referente scolastico per COVID-19 nel caso in cui, rispettivamente, un alunno o un componente del personale risultassero contatti stretti di un caso confermato COVID-19”.

Tracciamento di persone potenzialmente contagiate: le casistiche

Nel documento vengono individuate quattro differenti casistiche: due sono riferite agli studenti e due sono riferite al personale scolastico.

Nel caso in cui uno studente dovesse avere una temperatura coroporea superiore ai 37,5 gradi centigradi prima di andare a scuola, dovrà ovviamente restare a casa e avvisare il medico curante (e avvisare l’istituto scolastico dell’assenza per cause di salute), che potrà così dare avvio alla procedura di tracciamento.

Se, invece, la temperatura dovesse salire quando lo studente è in classe, lo stesso dovrà essere accompagnato all’interno di una stanza appositamente predisposta e attendere l’arrivo dei genitori e del personale sanitario per effettuare i test del caso. Successivamente, il personale scolastico deve procedere con la sanificazione degli ambienti di isolamento dopo che lo studente si sarà allontanato.

Se il tampone dovesse essere positivo, le autorità sanitarie devono valutare l’isolamento dei compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con lo studente nelle 48 ore precedenti. Non è però detto che la scuola verrà automaticamente chiusa: le autorità dovranno valutare anche in base alla circolazione del virus in quell’area geografica.

Se, invece, dovesse essere un operatore scolastico a mostrare sintomi del Covid-19 o avere un aumento di temperatura corporea anomalo, dovrà indossare una mascherina e recarsi a casa. Da qui dovrà avvisare il proprio medico curante e seguire la procedura del caso. Anche in questi casi dovranno essere valutati i contatti delle 48 ore precedenti.

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