Terza dose agli insegnanti: come e quando sarà

In un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera, il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ha appoggiato la proposta di dare priorità agli insegnanti

“La priorità per la terza dose del vaccino è già stata prevista per i medici e gli operatori sanitari. Come loro anche i docenti e gli altri impiegati della scuola lavorano ogni giorno a contatto col pubblico. Per questo ritengo indispensabile somministrare loro un’ulteriore iniezione quanto prima”.

Con queste parole il sottosegretario al ministero della Salute Pierpaolo Sileri ha illustrato la sua opinione riguardo alla creazione di una corsia preferenziale per la terza dose del vaccino riservata agli insegnanti e agli operatori scolastici (qui i temi principali dell’intervista rilasciata al Corriere della Sera).

Un piano d’azione condiviso con Maurizio Bianchi, il ministro dell’Istruzione che proprio nei giorni scorsi aveva aperto alla possibilità di vaccinare insegnanti e personale scolastico in via prioritaria rispetto al resto della popolazione (qui tutte le curiosità sul successore dell’ex ministra Lucia Azzolina).

Le parole del sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri

Sileri si è così espresso in linea con la volontà dichiarata dal dicastero competente e dagli altri membri del suo Esecutivo, ribadendo come sia indispensabile mettere al sicuro quanto prima il mondo della scuola.

“I dipendenti degli istituti – prosegue il senatore pentastellato –  devono essere considerati come soggetti ad alta priorità. Migliaia di loro lavorano in ambienti a rischio, a contatto con i ragazzi molto giovani. Sappiamo che gli studenti sotto i 12 anni non sono ancora immunizzati, in quanto non è ancora stato approvato il vaccino per la loro età”.

Una situazione molto delicata, che Pierpaolo Sileri spera venga risolta presto da parte degli organi europei ed internazionali direttamente coinvolti: “Oltre a prendere il virus nelle scuole o sui mezzi di trasporto, i ragazzi lo portano e lo trasmettono anche nelle loro case.

La speranza è quella di avere al più presto il vaccino per questa fascia d’età, che è stato appena sdoganato dalla Food and Drug Administration americana ma non ancora dall’agenzia europea Ema”.

La priorità al comparto scuola e i numeri degli immunizzati

Da qui la necessità di accelerare su una nuova iniezione per i dipendenti dell’istruzione, dagli impiegati amministrativi (le segreterie scolastiche) al personale Ata, fino agli stessi professori.

“Ritengo che si debbano precisare alcuni aspetti” puntualizza Sileri, già viceministro al ministero della Salute dal 2019 al 2021 durante il secondo governo guidato dal suo attuale leader di partito Giuseppe Conte.

“È assolutamente necessario rispettare i sei mesi che devono intercorrere tra la seconda e la terza dose. Non c’è un’evidenza scientifica che ci spinga ad anticipare i tempi di somministrazione.

Dobbiamo tenere conto che gran parte del personale coinvolto ha completato il ciclo vaccinale la scorsa estate (il 90% dei quali con AstraZeneca. Di conseguenza c’è ancora un po’ di tempo. Per questo una decisione definitiva non è ancora stata presa, è un argomento di cui si sta discutendo molto”.

Gli ultimi dati diffusi dal ministero dell’Istruzione risalgono allo scorso 1 ottobre e danno alcune indicazioni importanti sulla situazione nelle aule e sul prosieguo della campagna vaccinale.

Stando a quanto divulgato dal dicastero, il 91,2% del personale scolastico ha completato l’intero ciclo vaccinale. Tra loro, il 3% (circa 46mila individui) ha ricevuto solo la prima dose di vaccino ed è in attesa del richiamo. Infine sono poco più di 90mila (il 5,8%) le persone del comparto scuola a non aver ancora ricevuto nemmeno una dose.

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