Ritorno in ufficio e a scuola: cambiano le corse di treni, bus e metro

Rientro in ufficio e in classe, così i mezzi pubblici tornano a riempirsi: ma quali sono i piani del Governo per evitare gli assembramenti e garantire il servizio pubblico?

Con il ritorno in ufficio e la ripresa delle lezioni in presenza a scuola, i mezzi pubblici nelle città (e non solo) tornano ad essere affollati. Emergenza sanitaria in rientro o meno, il trasporto pubblico locale, tornato a un coefficiente di riempimento dei mezzi pari all’80% dei posti omologati, deve essere comunque garantito ai pendolari. Da qui la programmazione di piani di intervento che evitino assembramenti ma garantiscano allo stesso tempo la continuità del servizio pubblico, con il potenziamento delle corse di treni, autobus e metro, lo stanziamento di nuove risorse e l’impiego di nuovi mezzi.

Lo ha comunicato il  ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, con una nota dove sono state chiarite tutte le novità.

Come cambiano le corse di treni, bus e metro da settembre a dicembre

L’intervento messo a punto dal ministero delle Infrastrutture abbraccia un arco di tempo che va da settembre 2021 a dicembre 2021, che non a caso coincide con la data di proroga dello stato di emergenza.

I mezzi aggiuntivi che le Regioni e le Province autonome hanno finora programmato per il servizio di trasporto pubblico locale nel periodo settembre-dicembre 2021 sono 5.771 in totale, tenuto conto della delle scuole (qui il calendario) con gli alunni in presenza al 100%, la ripresa delle attività lavorative e il coefficiente di riempimento dei mezzi pari all’80% dei posti omologati.

In sostanza, verranno attivate corse di autobus, treni, metropolitane, filobus in numero maggiore, per quasi 43 milioni di chilometri in più di servizi, con un incremento di circa il 320% rispetto a quelli dello stesso periodo del 2020.  Insieme all’incremento delle corse, inoltre, in molti casi è in programma un aumento del numero dei controllori.

Sono questi i dati principali contenuti nel rapporto di monitoraggio pubblicato oggi dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mims).

Ritorno in ufficio e a scuola: come si sono attrezzate le Regioni

Come emerso dal rapporto Tpl istituito presso il Mims, in attuazione delle linee guida emanate ad agosto 2021, le Regioni e le Province autonome, i Comuni e le aziende dei trasporti hanno non solo potenziato i servizi aggiuntivi per evitare gli assembramenti, ma hanno adottato anche operazioni di sanificazione e igienizzazione.

Sebbene in molti casi gli interventi programmati non si siano dimostrati all’altezza, creando non pochi disaggi ai pendolari, il report fornisce oggi i dati necessari per analizzare come le Regioni hanno intenzione di organizzarsi nei prossimi mesi. Nello specifico, si legge: “La Campania è la Regione che ha programmato di mettere a disposizione dei cittadini il maggior numero di mezzi in più (950), seguita dalla Lombardia (644), dalla Puglia (506) e dal Lazio (502). Inoltre, sei Regioni e Province Autonome hanno comunicato di voler utilizzare i fondi messi a disposizione dal Mims per aumentare i controllori, per un totale finora confermato di 746 controllori”.

In aggiunta a quanto già fatto o in programma, a causa delle pandemia la quasi totalità delle aziende ha implementato la digitalizzazione di alcune attività in chiave anti-Covid come:

  • vendita di biglietti e abbonamenti online e introduzione di abbonamenti settimanali treno-bus;
  • emissione e rinnovo online di permessi Ztl e Zrs;
  • acquisto dei biglietti attraverso apposite app e validazione a bordo con QR Code;
  • strumenti conta-passeggeri, sistemi di Alert bus per riportare in tempo reale sui display dei mezzi o sulle paline intelligenti alle fermate lo stato di capienza di ciascun autobus che arriva alla fermata.

Infine, con l’obiettivo di migliorare la fruizione del servizio pubblico, da ottobre verranno erogati alle Regioni e alle Province autonome 450 milioni di euro (utilizzabili fino al 31 dicembre dell’anno).

Ad onor del vero, bisogna dire che non si tratta del primo stanziamento di fondi pubblici in questo senso. Da quando il problema dei trasporti pubblici in pandemia ha rischiato di paralizzare intere città e compromettere i risultati raggiunti in ambito sanitario – cosa su cui persino la Fondazione Gimbe ci ha messo in guardia recentemente (ve ne abbiamo parlato qui) – sono stati infatti distribuiti 195 milioni a partire da agosto 2021.

La situazione in questi mesi, nonostante i fondi a disposizione, non è stata delle più rosee. Quello che bisognerebbe tenere d’occhio ora, quindi, non è tanto l’ammontare di soldi erogati, ma come questi verranno impiegati da adesso in poi per migliorare le cose.

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