Coronavirus, chi sono le persone che non potranno ricevere il vaccino

Vaccino Covid: chi sono le persone che non potranno ricevere il trattamento?

Con vittime che superano la soglia dei 55 milioni in tutto il mondo, sta diventando sempre più di vitale importanza mettere le mani su un nuovo vaccino contro il coronavirus il prima possibile. Attualmente sono più di 45 i candidati, di cui 7 sono già alle fasi finali della sperimentazioni, e per questo motivo sono considerati i più promettenti.

Avere un vaccino al più presto può far segnare una forte battuta d’arresto alla pandemia. Ma, di fatto, mentre il Governo studia come e quando farlo arrivare ai soggetti più a rischio, non è da escludere la possibilità che la cura in sé possa non essere adatta a tutti. Dobbiamo tenere presente, infatti, che ci sono persone che non possono essere vaccinate.

Chi sono le persone che non potranno ricevere il vaccino

Ci sono persone che, per problemi legati alla propria salute o per malattie/patologie pregresse non possono essere vaccinate. Sottoporsi a vaccinazione è sconsigliato a questi pazienti perché, di fatto, o non avrebbe nessun effetto su di loro o – in alcuni casi – potrebbe peggiorare la propria situazione. Tra questi rientrano quelli con un sistema immunitario compromesso, come gli immunodepressi.

Le previsioni attuali suggeriscono che queste persone potrebbero non beneficiare del trattamento subito, e probabilmente dovranno aspettare più a lungo rispetto ad altri. Sebbene gli scienziati stiano lavorando per rendere i vaccini candidati utilizzabili per tutte le età e adatti ai soggetti più vulnerabili, nessuno è in grado di affermare ora – con certezza – che il proprio vaccino anti Covid sarà adatto a tutti.

Vaccino Covid, chi dovrà aspettare

Alle numerose persone che non riceveranno subito il vaccino, nell’attesa che un trattamento alternativo venga sviluppato e che sia allo stesso modo valido per loro, si aggiungono anche quelle a cui – molto probabilmente – sarà richiesto di aspettare ancora un po’.

A chi ha allergie specifiche o ha una storia clinica complessa potrebbero essere consigliati e prescritti ulteriori accertamenti prima di sottoporsi al trattamento. Essendo questa la prima volta nella storia in cui viene sviluppato un vaccino contro il Covid-19, in questi casi bisognerà accertarsi sugli effetti collaterali e sulle conseguenze che queste avrebbero sui singoli pazienti (specie quelli che soffrono di gravi allergie o che sono più soggetti a complicazioni).

Nella migliore delle ipotesi, organizzata tutta la catena di distribuzione, potrebbe volerci più di un anno prima che il vaccino raggiunga tutti. Considerando però che molto persone potrebbero non ricevere il vaccino a causa delle loro condizioni di salute, i tempi potrebbero allungarsi di più. Questo significa che dovremmo continuare a rispettare ancora per un po’ le misure di sicurezza (come il distanziamento sociale o l’utilizzo della mascherina) anche dopo la messa in commercio della cura.

Un impegno, quasi un obbligo morale, resta invece in capo alle persone sane, che dovranno farsi vaccinare con la consapevolezza che non stanno solo contribuendo a fermare la diffusione del virus, ma si stanno impegnando in questa lotta attraverso la protezione dei più deboli, quelli che non potranno vaccinarsi e che rischiano di ammalarsi e morire di Covid anche dopo, quando l’emergenza sanitaria potrà considerarsi in parte rientrata.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Coronavirus, chi sono le persone che non potranno ricevere il vaccino