Coronavirus, impennata di contagi in Spagna: Madrid di nuovo in lockdown

Dopo l'Inghilterra e la Francia, dove metà Paese è zona rossa, anche la Spagna sembra sempre più vicina a un nuovo lockdown. Per ora è scattato nella regione di Madrid

Dopo l’Inghilterra e la Francia, dove metà Paese è zona rossa, anche la Spagna sembra sempre più vicina a un nuovo lockdown.

Il triste primato Covid della Spagna

L’ultimo rapporto sul Coronavirus nella penisola iberica di domenica 20 settembre parla di 90 nuovi decessi. Nelle ultime ore sono stati 14.389 i nuovi contagi Covid, che alzano a un totale di 640.040 il numero di persone colpite dalla pandemia nel Paese da quando è apparso il primo caso il 31 gennaio scorso.

Dopo che la Spagna è stata, a inizio settembre, il primo Paese europeo a superare quota 500mila contagi, Madrid attualmente concentra il maggior numero di casi con 187.045, seguita dalla Catalogna e dall’Andalusia, che hanno registrato rispettivamente 128.901 e 47.612 casi ciascuno dall’inizio della pandemia.

Mentre in Italia continua a vigere l’obbligo di tampone per chi arriva dalla Spagna, nella regione di Madrid da oggi, lunedì 21 settembre, è in vigore un nuovo lockdown. Circa un milione di abitanti si dovranno da oggi adeguare alle nuove rigide limitazioni alla libertà di movimento. Le misure, annunciate venerdì, saranno applicate per due settimane.

Come funziona il nuovo lockdown a Madrid

Gli abitanti delle zone colpite, 850mila persone che rappresentano il 13% della popolazione della regione, potranno lasciare il loro quartiere solo per motivi essenziali, come andare a lavorare, andare dal medico o portare i bambini a scuola. Invece, potranno muoversi liberamente all’interno del proprio quartiere. Allo stesso modo, l’ingresso in queste aree sarà vietato, salvo per questi stessi motivi fondamentali.

Le autorità di Madrid raccomandano agli abitanti di rimanere a casa “il più a lungo possibile”, anche se assicurano che non si tratta di un isolamento rigoroso a casa, come quello della primavera scorsa.

In questi quartieri o comuni, situati nel sud più povero della capitale, i parchi saranno chiusi, mentre bar e ristoranti dovranno limitare la loro capacità al 50%. Le restrizioni riguarderanno anche i locali aperti al pubblico, che avranno l’obbligo di chiusura entro le 22, ad eccezione di servizi essenziali, quali farmacie, studi medici, distributori di benzina e veterinari.

In tutta la regione, il numero massimo autorizzato di persone ai vari incontri passerà da 10 a 6.

Gli abitanti dovranno presentare un documento scritto per giustificare il loro spostamento e ci saranno controlli “casuali” da parte delle forze di sicurezza. Trascorse le prime 24 ore, scatteranno anche le sanzioni per chi non rispetterà le norme di restrizione Covid.

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