Coronavirus: scuole chiuse, riaperture, gite e lezioni a distanza

Coronavirus: scuole chiuse, lezioni a distanza, rientro in classe e gite sospese. Tutto quello che c'è da sapere

Scuole chiuse, eventi annullati e viaggi da e per l’estero limitati: l’Italia ha deciso di rispondere con fermezza all’emergenza Coronavirus. Per questo motivo, proprio per limitare i danni causati da una diffusione incontrollata del virus, il Governo ha varato un apposito decreto e, in accordo con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Istruzione, ha anche deciso di sospendere le lezioni in tutti quei Comuni interessati dalla quarantena.

Coronavirus, le regioni in cui le scuole rimangono chiuse

Mentre l’Esecutivo è a lavoro per salvare l’economia italiana, messa a dura prova da questa epidemia, l’obiettivo principale delle Istituzioni è oggi quello di ridurre al minimo i contagi nel nostro Paese. Ne vale la sicurezza sanitaria nazionale stessa, poiché riuscire a circoscrivere il virus nel minor tempo possibile rimane al momento la soluzione migliore.

Proprio per questo motivo, insieme alla decisione di rinviare diversi eventi (sportivi e non solo), il Governo – a seguito della riunione avvenuta con la Protezione Civile – ha comunicato che nelle Regioni con “zone rosse” le scuole rimarranno chiuse fino all’8 marzo.

I territori interessati, quelli per cui il decreto del Governo ha esteso il periodo di quarantena, sono nello specifico:

  • Veneto;
  • Lombardia;
  • Emilia Romagna.

In Liguria, invece, la sospensione delle lezioni riguarderà solo gli Istituti scolastici del Comune di Savona. La Regione Marche, al contrario, ha deciso di rinviare la decisione della chiusura di tutte le scuole, continuando a monitorare le aree della provincia di Pesaro e Urbino (dove il numero dei contagiati è raddoppiato nelle ultime ore), ed evitando in questo modo di finire nella black list delle aree con focolai.

Coronavirus, rientro a scuola lunedì: quali le regioni interessate

A parte la provincia di Savona, in Liguria le lezioni riprenderanno tranquillamente mercoledì 4 marzo. Da lunedì 2 marzo, invece, le scuole riaprono in Friuli Venezia Giulia e nelle Marche. In Sicilia, dopo il caso della turista positiva al Coronavirus a Palermo, le attività didattiche non saranno più sospese a partire da martedì 3 marzo.

Coronavirus: cosa ne sarà nei viaggi di istruzione e delle gite scolastiche

Secondo quanto previsto dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 febbraio 2020, e come riportato sul sito stesso del Ministero dell’Istruzione: le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate, i viaggi di istruzione e le uscite didattiche comunque denominate, comprese le attività di ex alternanza scuola-lavoro, sono state sospese fino al 15 marzo 2020. Tale provvedimento vale per tutte le scuole, a prescindere dal grado di istruzione e dal territorio in cui esse si trovino (non vale dunque solo per gli istituti situati nelle zone rosse o nelle aree limitrofe ai focolai).

Le spese sostenute per i viaggi di istruzione annullati possono essere rimborsate, così ha disposto infatti il decreto varato dal Consiglio dei Ministri in merito al recesso senza penale prima dell’inizio del pacchetto di viaggio.

Fino al prossimo 15 marzo, inoltre, per poter rientrare a scuola a seguito di assenze per malattia superiori a cinque giorni servirà il certificato medico. Tale disposizione è valida su tutto il territorio nazionale e si estende sia agli alunni che al personale scolastico.

Coronavirus, c’è chi corre ai ripari: al via le lezioni a distanza

Nel frattempo, in attesa che l’allarme rientri, alcune scuole e Università si sono attrezzare per garantire la continuità delle attività didattiche tramite lezioni a distanza. Ad affidarsi all’e-Learning sono state diverse realtà del nord, come l’Istituto Tosi di Busto Arsizio, l’Istituto Comprensivo di Sarzana e l’Istituto Prealpi di Saronno. Video su YouTube, compiti in cloud e lezioni in diretta: basta un pc, una connessione Wi-Fi e la scuola 2.0. prende forma.

Coronavirus, anno scolastico a rischio? Le conseguenze

È bene precisare che, le assenze degli alunni nei periodi di sospensione “forzata” delle attività didattiche non saranno conteggiate ai fini della validità dell’anno scolastico. Allo stesso modo, l’anno è comunque salvo per quelli che – a causa della chiusura delle scuole – non riusciranno a raggiungere il minimo di 200 giorni di presenze previste dall’ordinamento e necessarie per la promozione. Il Coronavirus, difatti, può essere considerato a tutti gli effetti una causa di forza maggiore.

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