Coronavirus, il Piemonte riapre i negozi ma non le scuole: è polemica

Il governatore Alberto Cirio nel mirino delle critiche dopo la decisione di estendere la didattica a distanza nonostante la Regione sia passata da rossa ad arancione

Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, non riaprirà le scuole nonostante il territorio da lui amministrato sia passato da essere considerato zona rossa a zona arancione. Scelta che gli sta costando tante critiche, visto che mentre i banchi resteranno vuoti le saracinesche dei negozi e dei centri commerciali torneranno ad alzarsi in settimana (resteranno abbassate nel weekend).

Con una nuova ordinanza, quindi, il Piemonte fissa le regole che dovranno accompagnare la nuova fase di allentamento delle misure. La paura di Cirio, infatti, è che lo sforzo fatto in queste tre settimane possa essere vanificato da un “liberi tutti” come successo in estate.

Piemonte, zona arancione: quali scuole si sarebbero potute riaprire

Anche se il passaggio in zona arancione permetterebbe al Piemonte di riaprire almeno le scuole medie, la Regione ha deciso di aspettare e di prorogare anche per loro la didattica a distanza. Quella in presenza, almeno questo è l’obiettivo dichiarato da Cirio, dovrebbe riprendere dopo le festività natalizie.

Il governatore ha annunciato di essere di essere al lavoro con la giunta per riformare il sistema dei trasporti: viaggeranno al 50%, portando i ragazzi a scuola in fasce orarie scaglionate. Tutto dopo Natale perché – sostiene Cirio – “sarebbe una follia riaprire a pochi giorni dalle feste: oggi non ci sono le condizioni per andare a scuola in sicurezza”.

Piemonte in zona arancione: cosa cambia

Cosa cambia in Piemonte rispetto alle ultime tre settimane passate in zona rossa? La zona arancione consente gli spostamenti all’interno del proprio Comune senza autocertificazione, ma sempre rispettando le limitazioni notturne di orario (coprifuoco alle 22), mentre rimangono ancora vietati i viaggi tra Regioni.

Sempre fermi cinema, teatri, palestre, piscine, bar e ristoranti. I negozi di tutti i tipi (non più soltanto quelli alimentari, compresi anche quelli di estetica) potranno riaprire, ma la Regione Piemonte ha promesso controlli ferrei, che riguarderanno soprattutto i centri commerciali.

Si parla infatti di misurazione della temperatura in ingresso, accessi contingentati in relazione alla superficie della struttura e presenza di steward incaricati di monitorare in tempo reale le presenze. Confermata la possibilità per gli esercizi commerciali di estendere le aperture fino alle 22.

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