Coronavirus a scuola, contagi anche a 2,4 m. Ma tenere le finestre aperte disperde il 70% del virus

Gli esperti dell'Università del New Mexico hanno utilizzato un modello sulla dinamica delle particelle fluide per esplorare il trasporto di aerosol all’interno di una classe

Comprendere il trasporto di aerosol in ambienti diversi è di fondamentale importanza per le misure di mitigazione del Covid. Uno degli ambienti più importanti per acquisire una rapida comprensione della diffusione delle particelle del virus è la scuola, e specificamente la classe.

In particolare, a dimostrare come si muove il Coronavirus dentro a un’aula, e quali sono le probabilità di contagiarsi, ci hanno pensato, dopo El Pais con la sua simulazione, i ricercatori dell’Università del New Mexico con uno studio pubblicato sulla rivista Physics of Fluids (qui potete leggere la ricerca completa).

La ricerca sugli aerosol in classe

Gli esperti hanno utilizzato un modello sulla dinamica delle particelle fluide per esplorare il trasporto di aerosol all’interno di una classe, nello specifico in presenza di un sistema di aria condizionata. È stata costruita un’aula modello che includeva 9 studenti e 1 insegnante.

Sono stati presi in considerazione quattro diversi fattori: dimensione delle particelle di aerosol, posizione della sorgente, presenza di barriere/protezioni e apertura delle finestre.

Dalla ricerca è emerso che la distribuzione dell’aerosol nell’ambiente non è uniforme ed è fortemente influenzata dalla disposizione dell’aria condizionata.

I ricercatori hanno rilevato che anche con solo 9 studenti nella stanza e una distanza di 2,4 metri tra loro, l’aerosol viene trasmesso in quantità significative tra gli studenti e da uno studente alle scrivanie degli altri compagni: una quantità che può superare addirittura le 180 particelle al minuto.

La trasmissione di particelle da uno studente ai banchi di altri studenti evidenzia la necessità di igienizzare le mani anche senza il contatto con gli effetti personali degli altri studenti.

Probabilità di contagio a seconda di dove si è seduti

Anche l’effetto della posizione della sorgente sul trasporto di aerosol è significativo. Lo studente seduto nell’angolo anteriore ha trasmesso lo 0,55% delle particelle di aerosol espirate ad altri studenti, mentre lo studente seduto in mezzo ha trasmesso circa il 2,1% delle particelle.

La rimozione del posto centrale può aiutare a ridurre il rischio di infezione da Coronavirus per gli altri (ricordiamo che ad oggi in Italia non sta circolando solo un ceppo di Covid, ma ben 5 varianti).

Inoltre, la posizione dello studente sembra influenzare la probabilità di ricevere particelle di aerosol da altri. Gli studenti seduti negli angoli posteriori hanno ricevuto in media da 2 a 3 volte meno particelle rispetto alla maggior parte degli altri studenti in classe.

Quindi, gli studenti a rischio di complicanze Covid andrebbero fatti sedere in posizioni con una minore possibilità di ricevere particelle.

Schermi e finestre aperte

Anche gli schermi di vetro riducono la trasmissione di aerosol da uno studente all’altro e dovrebbero essere utilizzati, suggerisce la ricerca.

La ricerca rileva che non solo la posizione dello studente all’interno dell’aula influisce sulla probabilità di trasmettere particelle ad altri e di riceverle, ma soprattutto che quasi il 70% delle particelle esce dall’aula quando le finestre sono aperte.

L’aria condizionata ha invece la capacità di rimuovere fino al 50% delle particelle rilasciate durante l’espirazione e la conversazione, anche se va notato che il resto si deposita sulle superfici all’interno della classe e può rientrare nell’aria.

Di conseguenza è essenziale anche utilizzare sistemi di filtrazione e sterilizzazione efficaci nei condizionatori d’aria.

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