Il piano Draghi sulla scuola: recupero, nuovo calendario e pronto intervento Covid

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel suo intervento al Senato ha parlato molto della scuola: e ha lasciato intendere alcuni cambiamenti che potrebbe apportare

Mario Draghi ha aperto e chiuso il suo discorso in Senato parlando dei giovani. Il presidente del Consiglio si è soffermato anche sulla scuola e sulle difficoltà che gli studenti hanno dovuto affrontare nell’ultimo anno. Il premier ha definito la scuola “una delle priorità per ripartire”. Parole che fanno pensare a un drastico cambiamento rispetto alla gestione di Lucia Azzolina, a cominciare da una probabile rivoluzione dell’orario e del calendario. Non sono da escludere classi aperte anche di pomeriggio, se non addirittura nei weekend e durante l’estate.

Draghi sulla scuola: il suo pensiero sulla didattica a distanza

Draghi ha parlato degli studenti e delle difficoltà riscontrate, soprattutto per quel che riguarda gli iscritti a licei e istituti tecnici. Dito puntato sulla didattica a distanza, strumento che ha sì “garantito la continuità del servizio”, ma che ha anche “creato disagi ed evidenziato diseguaglianze”.

Il premier ha usato i numeri per spiegare il concetto: “A fronte di 1.696.300 studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nella prima settimana di febbraio solo 1.039.372 studenti ha avuto assicurato il servizio attraverso la Dad“. Si tratta di appena il 61,2% (anche se Draghi non la boccia totalmente: va potenziata con l’impiego di strumenti digitali da usare nella didattica in presenza).

Draghi sulla scuola: come può cambiare l’orario

Un assist alla seconda parte del suo intervento: l’orario scolastico. Per Draghi è necessario “tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie“. Nei fatti, la conferma delle indiscrezioni uscite nell’ultima settimana: classi aperte di pomeriggio, se non addirittura nei weekend o per tutto giugno.

Questo perché “dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nel Mezzogiorno in cui la Dad ha incontrato maggiori difficoltà”. Senza dimenticare che il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza.

Draghi sui programma scolastico e docenti: tutti gli investimenti nel piano

Ma la visione di Draghi va oltre la scadenza della corrente legislatura. Il nuovo premier ha posto l’accento sull’importanza della scuola e ha sottolineato la necessità di “investire in una transizione culturale“, alzando “gli standard qualitativi richiesti, anche nel panorama europeo, con innesti di nuove materie e metodologie” e “coniugando le competenze scientifiche con quelle delle aree umanistiche e del multilinguismo“.

Poi, un altro passaggio fondamentale: l’opportunità di investire nella formazione dei docenti “per allineare l’offerta educativa alla domanda delle nuove generazioni“, così come nella ricerca, “puntando all’eccellenza, ovvero a una ricerca riconosciuta a livello internazionale per l’impatto che produce sulla nuova conoscenza e sui nuovi modelli in tutti i campi scientifici”.

“Pronto intervento sanitari”: la proposta del ministro Bianchi

Nel frattempo il ministro dell’istruzione, Patrizio Bianchi, ha affermato di voler approfondire l’idea già proposta da Agostino Miozzo (coordinatore del Cts), rifiutata dallo scorso governo, relativa ai “pronto intervento sanitari” a cura della Protezione civile. Dovrebbero occuparsi di identificare e agire sui cluster.

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