Coronavirus, vietato salutarsi toccandosi i gomiti: l’Oms spiega perché

In tanti ci avevano fatto intendere che potesse essere un modo sicuro per salutarsi, senza correre il rischio di infettarsi. Invece, bisogna evitare

In tanti ci avevano fatto intendere che poteva essere un modo sicuro per salutarsi, senza correre il rischio di infettarsi. Abbiamo visto per mesi politici e personaggi famosi di tutto il mondo toccarsi i gomiti come forma di saluto cordiale, vagamente più caloroso di un ciao a un metro di distanza. Ma ora non va più bene.

Il no dell’Oms

A dire il vero l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva raccomandato già a inizio pandemia di non salutarsi toccandosi i rispettivi gomiti, anche se la pratica è andata diffondendosi in tutto il mondo. Ora, l’OMS lo ribadisce a chiare lettere.

Il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha ricordato attraverso un tweet la raccomandazione da lui stesso fatta a marzo di evitare di salutarsi con il gomito perché non consente di osservare la distanza di sicurezza raccomandata per evitare il contagio.

Ghebreyesus ha ritwittato un messaggio scritto dall’economista Diana Ortega che spiega che “salutando le persone, è meglio evitare di toccarsi con i gomiti perché questo ti fa stare a meno di un metro di distanza dall’altro. A me piace mettermi una mano sul cuore per salutare le persone in questi giorni”.

Il problema, quindi, non sta nel contatto, presumibilmente tra giacche o comunque tra punti del corpo che non porteremmo alla bocca, al naso o agli occhi. Quanto nel mancato rispetto del distanziamento di almeno un metro.

L’allarme per ottobre e novembre

Lo stesso Oms ha lanciato l’allarme che l’Europa vedrà un aumento dei decessi provocati dal Coronavirus nei mesi di ottobre e novembre. Il Direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Hans Kluge ha detto che “diventerà più difficile. In ottobre e novembre vedremo una maggiore mortalità”, spiegando che i decessi aumenteranno a causa dell’attuale incremento dei casi di contagio.

Mentre i casi di positività aumentano rapidamente in Francia, tanto da aver costretto il governo a introdurre nuove misure restrittive, e mentre Israele decreta il secondo lockdown (è il primo Paese a farlo), da Pechino sembrano arrivare buone notizie.

Vaccini cinesi, quando saranno pronti

Secondo quanto annunciato da un’esperta del Centro cinese per la prevenzione e il controllo delle malattie, Wu Guizhen, le prime dosi dei vaccini anti-Covid 19 sviluppati in Cina potrebbero essere già pronte e disponibili per la popolazione cinese a novembre o dicembre.

I vaccini in sperimentazione, promettenti e tutti in fase III della sperimentazione clinica, sono cinque. Il percorso va avanti “senza intoppi”, ha assicurato Wu, che ha anche detto di essere tra i volontari che si sono sottoposti al vaccino, ma senza precisare quale. “Ad aprile mi sono sottoposta al vaccino come volontaria, mi sento bene” ha confermato.

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