Coronavirus, rientro in Italia da Paesi extra Europa: quando c’è obbligo tampone o isolamento

Cosa serve sapere per il rientro in Italia da un viaggio all’estero in un Paese extra-europeo durante l’emergenza Covid? Ecco tutti i casi da conoscere

Cosa serve sapere per il rientro in Italia da un viaggio all’estero in un Paese extra-europeo durante l’emergenza Covid? Il Dpcm 7 settembre 2020 ha ripreso, con alcune specifiche, i precedenti elenchi contenuti nel Dpcm 7 agosto, confermando i 6 gruppi di Paesi già individuati.

Di questi 6 gruppi di Paesi, ce ne sono 3 che riguardano l’Europa (qui trovate tutte le regole relative ai Paesi europei) e 3 che riguardano gruppi di Paesi extra Europa, identificati da una lettera maiuscola, con alcune specifiche a parte per altri Paesi:

D – Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay

Sono consentiti gli spostamenti da/per questi Paesi senza necessità di motivazione, quindi anche per turismo.

Tuttavia, al rientro in Italia, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

E – Resto del mondo + Serbia (aggiunta con ordinanza del ministro della Salute del 21 settembre 2020, in vigore dal 22 settembre e fino al 7 ottobre 2020)

Gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni:

  • lavoro
  • motivi di salute o di studio
  • assoluta urgenza
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro/l’ingresso in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito ai cittadini italiani/Ue/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare di permesso di soggiorno e loro familiari.

Il Dpcm 7 settembre 2020 introduce inoltre la possibilità di ingresso in Italia, dai Paesi dell’elenco E, per le persone che hanno una relazione affettiva comprovata e stabile, anche se non conviventi, con cittadini italiani/Ue/Schengen o con persone fisiche che siano legalmente residenti in Italia (soggiornanti di lungo periodo), che debbano raggiungere l’abitazione/domicilio/residenza del partner (in Italia).

All’ingresso/rientro in Italia da questi Paesi, è necessario compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente l’ingresso/il rientro. L’autodichiarazione va mostrata a chiunque sia preposto ad effettuare i controlli. Si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione). È inoltre necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.

Rientrano nell’elenco E tutti i territori francesi, britannici e olandesi, comunque denominati, collocati al di fuori del continente europeo.

Scarica qui il modulo di autodichiarazione per il rientro in Italia

F – Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana

Per coloro che provengono da questi Paesi o che vi hanno soggiornato/transitato nei 14 giorni precedenti il tentativo di ingresso in Italia, è ancora in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini Ue e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 9 luglio 2020.

Gli spostamenti dall’Italia verso questi Paesi sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni:

  • lavoro
  • motivi di salute o di studio
  • assoluta urgenza
  • rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.

Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo.

Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’autodichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro (possesso di cittadinanza UE/Schengen o condizione di familiare di cittadino Ue e residenza in Italia) e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

Colombia

Da questo Paese è in vigore un divieto di ingresso, con l’eccezione dei cittadini Ue, inclusi i cittadini italiani, e loro familiari che abbiano la residenza anagrafica in Italia da prima del 13 agosto 2020. Si applicano le stesse restrizioni previste per i Paesi del gruppo F.

La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

Eccezioni

La rimozione delle limitazioni agli spostamenti dall’Italia verso alcuni Paesi non esclude che questi Paesi possano ancora porre dei limiti all’ingresso. Si raccomanda di consultare sempre la Scheda del Paese di interesse su ViaggiareSicuri, per verificare eventuali restrizioni all’ingresso da parte delle Autorità locali.

Tutti i casi elencati sopra non si applicano alle eccezioni che abbiamo raccolto qui.

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