Il piano di riaperture per aziende, locali e cittadini: le ipotesi in campo

D'Incà invita ad essere prudenti, Borrelli passa la palla al Governo, Salvini propone di riaprire le chiese: tutte le ipotesi sulla fine del lockdown

L’Italia continua ad essere zona protetta e, mentre i numeri dei contagi da Covid-19 continuano a preoccupare gli esperti, c’è chi in piena pandemia si chiede se non è il caso di rivedere i tempi e i termini della quarantena. Riaprire aziende e locali e sospendere il lockdown per i cittadini? Le ipotesi in campo sono tante, ma non tutti sembrano essere d’accordo sul da farsi.

Riapertura aziende e imprese: Borrelli fa chiarezza

Il Coronavirus ha fatto registrare una forte battuta d’arresto all’economia nazionale e internazionale. Le aziende sono ferme, gli imprenditori sono costretti a fare i conti con una crisi senza precedenti e i lavoratori in difficoltà economica – seppur consapevoli dei rischi – vogliono e chiedono di poter tornare a lavorare.

La Cina ci ha insegnato che la fine della quarantena deve coincidere con una ripresa parziale delle attività se non si vuole correre il rischio di far alzare nuovamente la curva dei contagi. Ma ha senso pensare già oggi ad una fase 2 del lockdown? Certo agire d’anticipo con questo virus può essere una buona idea, ma indicare adesso una data precisa sulla fine del blocco delle attività è azzardato. Sulla possibilità di procedere con una riapertura delle imprese già a partire da metà maggio si era espresso anche il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli.

La diffusione del Coronavirus è stata fino ad oggi imprevedibile, persino un suo eventuale arresto percorre al momento una strada inesplorata dai ricercatori. Per questo motivo, dopo che le sue parole erano state riprese dai media, Borrelli è tornato sull’argomento provando a fare chiarezza. Non è stata fissata alcuna data, non c’è un termine oltre il quale tutto ritornerà alla normalità. “Le mie frasi sono state equivocate – ha infatti specificato – sull’inizio della fase due decide il Governo”.

Il Governo opta per una riapertura “graduale”. Federico D’Incà: “Serve prudenza”

Un invito a non essere precipitosi lo ha fatto recentemente anche Federico D’Incà, il ministro per i Rapporti con il Parlamento. “Serve prudenza”, ha dichiarato e, per questo motivo, il Governo si sta attivando per garantire sostegni e aiuti alle famiglie e i professionisti in difficoltà.

Per questo motivo, non è da escludersi, per esempio, che l’importo del bonus 600 euro per gli autonomi venga aumentato, mentre l’Esecutivo è a lavoro per un piano di intervento che coinvolga anche l’Europa e riceva l’appoggio di Bruxelles.

Da Palazzo Chigi, intanto, hanno fatto sapere che ogni decisione sarà presa tenendo conto dell’andamento della pandemia e comunicata dal Premier in persona.

Conte ha infatti intenzione di procedere un passo alla volta, con l’emanazione di un Dpcm ogni 14 giorni (proprio come fatto fino ad ora). Stando alle ultime notizie, tuttavia, il prossimo provvedimento, che dovrebbe arrivare a giorni, potrebbe prolungare le misure contenitive per un periodo più lungo. Si pensa ad un lockdown per i cittadini esteso fino al 3 maggio, in modo tale da evitare possibili assembramenti in vista del 25 aprile e il 1° maggio, dopo di che è possibile che il Governo decida di proseguire con una riapertura “graduale”.

Salvini propone di riaprire le chiese a Pasqua: le parole del leader della Lega scatenano le polemiche

Per combattere il Coronavirus la scienza non basta, ma serve la fede e la preghiera: è questa – in sintesi – l’opinione di Matteo Salvini. Il leader della Lega, in uno dei suoi ultimi interventi sui social, ha infatti invitato il Governo ad autorizzare una riapertura delle chiese proprio in vista delle festività pasquali. Le sue parole, che non sono passate inosservate, hanno decisamente scatenato la polemica ma, tra le accuse di propaganda e i paragoni con Donald Trump, hanno anche contribuito a riaccendere il dibattito sulle riaperture (possibili o auspicabili) in Italia.

La voglia di tornare alla normalità, d’altronde, è forte e diffusa. C’è da chiedersi, però, quanto corretto sia ad oggi suggerire interventi – come quello dell’apertura delle chiese appunto – che non tenendo conto delle raccomandazioni di medici e scienziati, non solo rischiano di essere deleteri per la salute ma, anche a livello economico e sanitario, potrebbero solo peggiorare la situazione attuale.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Il piano di riaperture per aziende, locali e cittadini: le ipotesi in&...