Coronavirus, il nuovo protocollo del Governo per palestre e piscine

Dopo l'annuncio di Conte, arriva il nuovo protocollo del Governo per palestre e piscine

Palestre e piscine potranno rimanere aperte, anche in piena emergenza sanitaria, ma solo se rispetteranno le misure anti-Covid previste dal nuovo protocollo del Governo. Lo aveva annunciato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Spadafora, dopo lo scontro con il ministro della Salute Speranza (che invece voleva chiudere le attività), e il documento è finalmente arrivato.

Il nuovo protocollo del Governo per palestre e piscine

Sull’apertura (o chiusura) di palestre e piscine l’Esecutivo si è a lungo dibattuto. Come spiegato dallo stesso Giuseppe Conte in conferenza stampa, prima dell’approvazione del Dpcm di ottobre l’Esecutivo si è confrontato a lungo sullo sport. Adesso, però, pare si sia arrivati ad una conclusione: un nuovo protocollo del Governo per palestre e piscine è stato infatti approvato.

L’obiettivo è quello di permettere a queste attività di continuare a lavorare rimanendo aperte, ma nel rispetto delle regole anti-Covid e cercando di prevenire il più possibile il contagio.

Il Protocollo attuativo, di fatto, riprende i contenuti delle Linee-Guida per l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere, emanate ai sensi del Dpcm di maggio, aggiornandone alcuni elementi sulla base dei più recenti provvedimenti emanati in tema di contenimento degli effetti della pandemia, con particolare riferimento al Dpcm 18 ottobre 2020.

Il testo, infatti, include elementi tratti dai protocolli attuativi adottati dalle diverse federazioni sportive e introduce, ove necessario, ulteriori misure per rendere ancor più efficaci le regole già in vigore. Nello specifico:

  • Al fine di evitare spostamenti inutili e assembramenti in attesa, si rende obbligatorio per ogni struttura individuare il numero massimo di ingressi e conseguentemente vietare l’ingresso di ulteriori clienti una volta raggiunto il numero massimo;
  • È fatto altresì obbligo alle strutture con capienza superiore a 50 persone in contemporanea di dotarsi di strumenti di prenotazione o di evidenza delle compresenze in struttura in qualsiasi momento per permettere ai fruitori di aggiornarsi in tempo reale sulla disponibilità di posti e alle autorità competenti di accertare il rispetto della regola;
  • La determinazione del numero massimo di persone che possono essere presenti in contemporanea all’interno della struttura deve risultare dalla considerazione di 12mq per persona, considerando per il computo i metri quadrati (al chiuso) dell’intera struttura. Nel
    computo delle compresenze va considerato anche il personale diretto o indiretto che vi presta servizio in quel momento;
  • Per quanto riguarda attività e corsi di gruppo, il numero massimo di cui sopra è 5mq per partecipante, prendendo in considerazione l’ampiezza dell’ambiente in cui l’attività viene svolta;
  • Per quanto riguarda le attività svolte all’interno di piscine natatorie, va garantito uno spazio minimo di 7mq per persona presente. Per le piscine non ad uso natatorio valgono le norme regionali di riferimento e quelle contenute nel Dpcm del 13 ottobre 2020.

Per le attività che devono essere eseguite nel sito sportivo, occorre, quindi:

  • riorganizzare le medesime con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi, (e/o accompagnatori) contemporaneamente presenti;
  • limitare l’ingresso in struttura a un solo accompagnatore nel caso in cui l’attività motoria sia svolta da un minore o da un adulto che necessita di accompagnamento e/o assistenza;
  • organizzare un sistema di sanificazione dei locali e costante pulizia degli stessi.

Rispetto a ciascun operatore sportivo, inoltre, dovranno essere valutati i percorsi più usuali nelle medesime fasce orarie con particolare riferimento a: ingresso al sito sportivo; accesso ai locali/spazi di pratica motoria/sportiva; accesso alle aree comuni e agli altri luoghi; accesso ai servizi igienici. Resta in capo ai responsabili/gestori della struttura la responsabilità di informare lavoratori e tutti gli operatori dei siti sportivi circa le regole e i contenuti del nuovo protocollo.

Misure di protezione e prevenzione: la valutazione del rischio

Ogni organizzazione sportiva deve procedere alla valutazione del rischio del proprio sito, cercando di adottare tutte le misure di protezione e prevenzione consone per evitare il contagio. La valutazione del rischio comprende l’individuazione di:

  • modalità della prestazione di lavoro all’interno del sito sportivo;
  • distanziamento nelle varie fasi dell’attività sportiva;
  • gestione entrata/uscita degli operatori sportivi e di altri soggetti nei siti sportivi;
  • revisione lay-out e percorsi;
  • gestione dei casi sintomatici;
  • pratiche di igiene consone.
  • utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso in diversi materiali plastici sintetici) quando necessario;
  • pulizia e sanificazione luoghi e attrezzature nei siti sportivi.

Il gestore del sito, inoltre, dovrà provvedere a fornire una completa informazione per tutti coloro che intendono accedervi a qualsiasi titolo sportivo, nonché predisporre piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità e/o urgenza di lasciare i siti o loro parti.

Pratiche di igiene imposte a palestre e piscine

Come riporta il nuovo protocollo di sicurezza per palestre e piscine, all’interno del sito dovrà essere garantito il rispetto delle seguenti prescrizioni igieniche:

  • rivelazione della temperatura a tutti i frequentatori/soci/addetti/accompagnatori, giornalmente al momento dell’accesso, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C;
  • verifica all’ingresso che fruitori dei servizi ed eventuali accompagnatori siano dotati di mascherina protettiva e, in caso negativo, vietare l’ingresso;
  • i bambini devono essere accompagnati da non più di un familiare;
  • messa  a disposizione di almeno un dispenser di gel disinfettante ogni 300 mq (considerando esclusivamente le aree in cui si svolge l’attività fisica e motoria);
  • posizionare dispenser di gel disinfettante nelle zone di accesso e transito;
  • mantenere sempre la distanza interpersonale minima di 1 metro e indossare la mascherina in qualsiasi momento all’interno della struttura, ad eccezione del momento in cui si svolge attività fisica sul posto (la mascherina va indossata obbligatoriamente anche durante l’allenamento se il cliente si sposta da una postazione di allenamento all’altra);
  • mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’allenamento quando si sta svolgendo un esercizione e, comunque, non inferiore a 2 metri.

In aggiunta, coloro che praticano l’attività, hanno l’obbligo di:

  • disinfettare i propri effetti personali e di non condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi, ecc..);
  • arrivare nel sito già vestiti adeguatamente alla attività che andrà a svolgersi o in modo tale da utilizzare spazi comuni per cambiarsi e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti;
  • non toccare oggetti e segnaletica fissa.

Il protocollo, inoltre, invita a non toccarsi mai occhi, naso e bocca con le mani quando si sta svolgendo attività fisica all’interno di un sito sportivo. Per  starnutire e/o tossire in un fazzoletto si invita inoltre a evitare il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie. Viene specificato, infine, che non bisogna lasciare luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, riponendoli in zaini o borse personali che, una volta rientrati a casa, dovranno essere lavati separatamente dagli altri indumenti.

Qui il testo completo del protocollo pubblicato dal ministro dello Sport 

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