Il Coronavirus limita anche i supermercati: come fare la spesa nelle zone rosse

Intere città in quarantena e famiglie isolate: vicini e supermercati si mobilitano per organizzare la spesa nelle zone rosse

Lo stato di emergenza sanitaria in Italia sta generando non pochi disagi. Con intere città in quarantena e territori isolati i cittadini stanno avendo non poche difficoltà nello svolgere attività e azioni che prima erano normale routine. Persino fare la spesa sta diventando complicato, specie nelle zone rosse, dove l’allerta Coronavirus è sempre più alta.

I limiti imposti a chi vuole e deve fare la spesa

Come stabilito da decreto, per evitare che il numero di contagi aumenti vertiginosamente, nelle zone rosse sono state sospese tutte le attività svolte in luoghi chiusi e/o affollati. La saracinesche di palestre, pub e pizzerie rimarranno quindi abbassate, e persino i centri commerciali dovranno chiudere nei week-end.

Limitare le occasioni in cui il virus potrebbe diffondersi, dunque, è diventato un problema di interesse nazionale. Disposizioni precise infatti sono state date in merito a limitazioni e restrizioni che riguarderanno i luoghi pubblici (e non solo) nelle zone rosse. Ma quali sono le alternative per chi vive in un territorio con focolaio?

Posto che tranquillamente si può rinunciare ad attività di natura sociale, come ci si può organizzare per garantire servizi di prima necessità tra i quali, per esempio, la spesa e/o l’accaparramento di viveri e provviste?

Città in quarantena: come fare la spesa nelle zone rosse?

Fino ad ora, attenendosi a quanto stabilito dalle autorità, supermercati e persone si sono organizzate per organizzare la distribuzione senza grandi difficoltà. Molti negozi, come Esselunga a Milano, stanno già garantendo il servizio di consegna a domicilio.

Nelle zone in quarantena, inoltre, è permesso a chi si trova nei territori limitrofi consegnare beni e prodotti ai militari che presenziano la zona, i quali a loro volta faranno arrivare i viveri alle famiglie a cui sono destinati. Parenti, amici e persone vicine alle città isolate si sono infatti già attivate, dando il via a questa catena di aiuti nelle Regioni maggiormente colpite.

Non sono mancati, inoltre, i casi di grande solidarietà. In alcuni condomini, per esempio, sono apparsi i primi cartelli per anziani e immunodepressi: molte le famiglie che si sono offerte per fare la spesa per conto dei soggetti a rischio a cui è stato consigliato di rimanere a casa e di non frequentare posti affollati e/o chiusi.

Questa è l’Italia che risponde alla crisi, che spera di rialzarsi presto una volta che l’emergenza Coronavirus sarà rientrata.

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